L’ostruzione ha funzionato, il Parlamento non elegge il Procuratore generale

La tattica di ostruzione che è stata annunciata ieri dalla maggioranza per evitare l’elezione del non gradito attuale Procuratore generale Dobroslav Trnka ha funzionato. I parlamentari della maggioranza hanno ritirato le loro schede di voto ma non le hanno poi messe nell’urna, il che ha portato Trnka a ricevere soltanto 71 voti, corrispondenti al numero totale dei deputati dell’opposizione, composta da Smer-SD e Partito Nazionale Slovacco (SNS). Il deputato della Coalizione Jozef Centes, come previsto, non ha ricevuto alcun voto. Considerato il numero totale di 150 parlamentari presenti alla sessione, per essere eletti i candidati necessitavano della maggioranza semplice di 76 voti.

La manovra ha comportato comunque qualche rischio, considerando che la questione stava diventando di fondamentale importanza per la tenuta del Governo. Il Premier Iveta Radicova aveva promesso le dimissioni se non veniva eletto il candidato della Coalizione, e il clima di sospetto nato nel quadripartito di centro-destra ha portato a prendere una decisione estrema: nella votazione odierna, a scrutinio segreto, i parlamentari della maggioranza dovevano ritirare le loro schede elettorali senza riconsegnarle. Il rischio che la maggioranza ha corso è presto detto: se qualcuno dei deputati della Coalizione fosse andato a votare nonostante l’ordine di maggioranza (e se lo avesse fatto sarebbe stato certamente per il candidato dell’opposizione Dobroslav Trnka), anche se così facendo tutti lo avrebbero visto e si sarebbe autodenunciato, il Governo sarebbe saltato. E bastavano cinque deputati perchè questo succedesse. Almeno sei sarebbero stati i deputati della Coalizione che hanno violato l’accordo di maggioranza di sostenere Centes nella precedente votazione della scorsa settimana, quando Trnka ha mancato l’obiettivo di un solo voto.

Ora, a cose fatte, la maggioranza può tirare qualche sospiro di sollievo, e cercare di serrare le file in vista del prossimo voto del Procuratore generale, previsto per Febbraio.

Nel frattempo, la Polizia starebbe svolgendo indagini su un presunto tentativo di corruzione proprio per la votazione che si è tenuta lo scorso Giovedì. Oggi Sme ha riferito che almeno un deputato della Coalizione (in particolare del partito liberale SaS), ha ricevuto un’offerta di denaro in cambio del suo voto. Secondo tre colleghi di SaS che hanno voluto restare anonimi, il parlamentare ha respinto l’offerta. Il quotidiano ha osservato che nessuno dei leader dei partiti della Coalizione ha escluso che corruzione o ricatto potrebbero essere tra le ragioni del voto di almeno sei deputati della maggioranza per il candidato Trnka sostenuto dall’opposizione.

Appena finita la votazione di oggi è iniziata tra maggioranza ed opposizione una guerra sulla legittimità di modificare le regole delle elezioni per il Procuratore generale. La manovra di ostruzione di oggi della Coalizione era focalizzata nel prendere tempo, il tempo necessario per produrre la modifica che porta il voto per il Procuratore da segreto a palese. Naturalmente, per farla meno sporca, la maggioranza porterà a voto palese o a chiamata nominale anche altre votazioni che oggi non lo sono, travestendola in qualche modo da manovra strutturale. Ma già nei giorni scorsi il Premier Iveta Radicova aveva detto che non le pareva leale cambiare le regole in corsa. E oltre alle proteste dell’opposizione, Smer in testa, ora anche il Presidente Ivan Gasparovic aggiunge la sua voce, e dichiara il suo disaccordo a rendere le elezioni del Procuratore generale e di altri funzionari dello Stato a voto palese. Secondo lui, questo potrebbe influenzare i parlamentari, facendo pressione sulla loro libertà di coscienza al momento di votare. Secondo il Presidente la mossa allontana il Paese «dai principi democratici».

Il leader di SDKU-DS Mikulas Dzurinda, esprimendo la sua soddisfazione per la tattica di ostruzione nella sessione odierna, che ha pienamente funzionato, ha affermato di non aver «capito l’isteria per l‘elezione aperta del Procuratore generale, vista come sovversiva in termini di democrazia».  Alla domanda se non c’è ormai bisogno di trovare i ‘traditori’ all’interno della Coalizione, Dzurinda ha detto che questo non è il suo compito, ma ha rivendicato che «SDKU-DS  ha tenuto un comportamento corretto, responsabile e trasparente fin dall’inizio», ha detto.

(Fonte TASR, La Redazione)

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