Figel: unire voto sul Procuratore generale a voto di fiducia al Governo

Sempre Sabato, Figel ha accennato alla proposta che il voto per il futuro Procuratore generale sia unito ad un voto di fiducia al Governo. Secondo lui se non si fa questo la Coalizione non sarà mai sicura di avere la maggioranza dei voti quando si prendono decisioni importanti. Potrà succedere ancora nel giro di pochi mesi che possano uscire di nuovo «un paio di Giuda, mercanti di voti o persone ricattate tra i 79 deputati della Coalizione», ha sottolineato Figel. Infatti, dice Figel, unire l’elezione del Procuratore Generale con un voto di fiducia rappresenterebbe esattamente lo stesso rischio che è stato corso finora. «Il Governo non è caduto grazie a un voto», ha detto Figel.

L’ex presidente KDH Jan Carnogursky ha espresso il suo disaccordo sull’unione dei due voti. E il vicepresidente Lipsic dubita la Costituzione lo consenta.

L’idea ha trovato sponda negli altri partiti di Governo, e secondo il portavoce del Premier Radicova, Rado Bato, il Consiglio di Coalizione di oggi doveva anche decidere se portare avanti l’operazione proposta da Figel. Secondo l‘assistente Tatiana Tothova del presidente di Libertà e la Solidarietà (SaS), anche Richard Sulik si aspettava una discussione su questo tema oggi. Il capogruppo di Most-Hid Laszlo Solymos si era dichiarato d’accordo con l‘idea.

L’analista politico Michal Horsky, richiesto di un parere, ha detto che l’idea di Jan Figel di unire il voto per il nuovo Procuratore generale alla sorte del Primo Ministro Iveta Radicova (e alla proposta di bilancio dello Stato per il 2011) è realistica e legittima, anche se è una soluzione di democrazia estrema.

Secondo lui, anche se alla fine il candidato Centes diventerà Procuratore e la Radicova manterrà il suo seggio di Premier, questa non è comunque la soluzione definitiva per i problemi della Coalizione, e il futuro rimane incerto, ha sottolineato. Horsky ha ammesso che anche gli analisti politici non sono sicuri se i problemi che si sono rivelati durante la scelta del nuovo Procuratore generale siano sorti da un conflitto legato alla scelta del candidato politico o non siano invece un passo tacito per mandare a casa la Radicova.

L’analista Grigorij Meseznikov di IVO vede della logica nell’idea di Figel per imporre una maggiore pressione sui parlamentari della Coalizione.

(Fonte TASR)

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