Procuratore: nessun candidato ha la maggioranza. Fico: Sas fa beffe della democrazia

La votazione per il Procuratore generale, che si è tenuta in Parlamento questa mattina intorno a mezzogiorno, ha dato di nuovo come risultato un nulla di fatto, dimostrando ancora una volta che si sta spaccando il capello in quattro in una guerra senza risparmio tra Coalizione e opposizione. I due candidati che si sono affrontati nella seduta parlamentare odierna sono l‘attuale Procuratore Dobroslav Trnka, 47 anni, che dopo un mandato è pronto per essere riconfermato su candidatura del partito Smer-SD ed è sostenuto dall’opposizione, e Jozef Centes, 43 anni, candidato unico della Coalizione su suggerimento di Libertà e Solidarietà, uscito appena la settimana scorsa dalle estenuanti trattative che hanno tenuto impegnato a lungo il quadripartito di centro-destra.

Sui 149 parlamentari presenti (sono 150 i seggi della Camera slovacca), 74 voti sono andati a Trnka e 73 a Centes, dunque nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza semplice, che oggi era di 75 deputati a favore, essendosi registrati due voti nulli.

A lato della votazione si è verificata, a sentire il leader del maggior partito di opposizione Smer-SD, Robert Fico, una beffa della democrazia. Secondo l’ex Premier, alcuni dei deputati della Coalizione hanno votato due alla volta, in modo da potersi controllare il voto l’un l’altro, mentre quelli di Libertà e Solidarietà riprendevano il loro voto con le videocamere dei telefonini per poter dimostrare come hanno votato. Fico ha detto che oggi stesso sarà presentata una denuncia alla Corte Costituzionale su questo comportamento ritenuto lesivo dei diritti costituzionali dei deputati, in quanto secondo lui obbligati a dimostrare il proprio voto da un ordine di partito.

Fico già ieri informava di voler presentare un reclamo alla Corte Costituzionale sul comportamento dei deputati di SaS già visto durante le precedenti votazioni per la nomina del Procuratore generale svoltesi a Novembre. Fico si diceva convinto che i deputati SaS «hanno gravemente violato la Costituzione, perché i parlamentari non devono essere vincolati da alcun ordine» di squadra. Gli aveva risposto il Presidente del Parlamento – e leader del partito incriminato SaS – Richard Sulik, che  accoglieva, ha detto, con favore la decisione di Smer, sostenendo che la Costituzione non è stata violata, ma che sarebbe una buona cosa se la Corte Costituzionale decidesse sulla questione, così tutti sapranno che cosa è o non è in conformità con la Costituzione. Pur ritenendo che il prendere le foto non sia stato illegale, Sulik aveva respinto l’idea di un ordine di squadra, dicendo che «io sicuramente non ho costretto i nostri parlamentari a farlo. Penso che se c’è qualcuno che decide liberamente, questi sono i nostri deputati», ha detto.

(Fonte TASR)

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