Parlamento: approvato aumento aliquota IVA al 20% dal 2011

È ufficiale: dal 1°Gennaio 2011 l’aliquota IVA sarà aumentata dal 19 al 20%, e l’attuale tasso agevolato del 6% sui prodotti alimentari in vendita presso le aziende agricole sarà abolito. Lo ha stabilito il Parlamento ieri. L’aumento dell’IVA è parte del pacchetto di consolidamento del Governo, che ha promesso di mantenere la nuova aliquota soltanto temporaneamente, fino a quando il disavanzo pubblico non rientri sotto il 3% del Patto di stabilità, il che dovrebbe avvenire secondo i piani dell’Esecutivo nel 2013.

L’opposizione è stata fortemente in disaccordo con la mossa, accusando il centro-destra di voler addossare ai cittadini l’onere del consolidamento, e il partito Smer-SD aveva cercato di proporre la sostituzione dell’aumento dell’IVA con una tassa straordinaria sulle banche.

Il deputato Smer Peter Kazimir ha ricordato al Presidente del Parlamento Richard Sulik (SaS) che soltanto nel mese di Agosto aveva dichiarato che non sosterrà un aumento dell’IVA. Kazimir ha rilevato che il provvedimento porterà un costo mensile per una famiglia media con due figli di 10 euro, che possono risultare in un cambiamento del comportamento dei consumatori e di un nuovo turismo dello shopping  transfrontaliero. «I parcheggi [davanti ai negozi] nei villaggi in Austria vicini al confine sono pieni anche ora», ha detto Kazimir.

Nel frattempo, l’Associazione dei sindacati dei datori di lavoro (AZZZ) e i sindacati degli agricoltori hanno proposto di aumentare l’aliquota IVA al 21%, ma mantenere le accise su birra e gasolio agricolo invariate. Quasi 200.000 persone hanno firmato una petizione per mantenere ferma l’aliquota dell’imposta di consumo sulla birra.

Secondo gli analisti, aumentare l’IVA di un punto percentuale potrebbe portare un certo aumento dei prezzi di beni e servizi. Anche se la gente non dovrebbe sentire l’aumento, l’impatto globale della misura sul livello dei prezzi dovrebbe raggiungere 0,5-0,8 punti percentuali, e il Ministero delle Finanze ne ha riconosciuto il rischio. L’aumento dei prezzi il prossimo anno è previsto crescere di 0,7 punti percentuali in più rispetto alle stime iniziali. Questo dovrebbe essere il risultato degli aumenti del costo dell’energia e dell’impatto delle misure di consolidamento.

(Fonte TASR)

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.