Parlamento abolisce sgravi fiscali su gasolio agricolo ma respinge aumento accise su birra

Il Parlamento slovacco ha approvato oggi un emendamento sulle accise sulla legge sugli oli minerali, che ha significato la cancellazione degli sgravi fiscali sul cosiddetto diesel rosso, quello utilizzato prevalentemente dagli agricoltori, e dell’esenzione fiscale per il gas di petrolio liquefatto (GPL) a partire dal 2011.

I parlamentari hanno approvato l’emendamento nonostante ieri fosse stata inscenata una protesta con circa 200 agricoltori, molti dei quali provenienti dal sud-ovest della Slovacchia, che hanno manifestato davanti alla sede del Parlamento a Bratislava contro le misure del pacchetto di consolidamento del Governo che vanno a toccare, dicono sensibilmente, il loro settore. I manifestanti hanno consegnato al Presidente dell’Aula Richard Sulik una petizione con circa 115.000 firme contro gli emendamenti del Governo.

Il capo del comitato di petizione, il presidente pro tempore della Camera slovacca dell’agricoltura e dell’industria alimentare (SPPK) Milan Semancik, aveva espresso la convinzione che gli agricoltori riusciranno a far passare le loro richieste. «Stiamo facendo di tutto nella convinzione di avere successo. Voglio crederci», ha detto.

Secondo gli agricoltori, i deputati dovrebbero ripensare almeno sei delle misure proposte. Oltre a sostenere le agevolazioni fiscali sul gasolio rosso, gli agricoltori si opponevano agli aumenti delle accise, in particolare sulla birra, che erano state fissate al 22% per i piccoli produttori e al 27% per quelli più grandi – emendamento poi non approvato oggi dall’Aula – e ritengono dannosa l’abrogazione della legge che regola i rapporti tra i fornitori e le catene di vendita al dettaglio. La petizione chiede poi ai parlamentari di riconsiderare il 20% di sovvenzioni da parte dello Stato da aggiungersi ai versamenti effettuati direttamente dall’Unione Europea. Infine, chiede di mantenere l’aliquota IVA agevolata per le vendite di prodotti agricoli da parte delle aziende direttamente al pubblico.

Il prezzo della birra, dunque, non aumenerà: il Parlamento ha respinto la proposta di aumento delle accise sulla bevanda bionda grazie all’astensione al momento del voto di alcuni parlamentari del Movimento Democratico Cristiano (KDH) che hanno fatto cadere la maggioranza. Oltre alle petizioni degli agricoltori, dai quali naturalmente viene la materia prima per la produzione della birra, grandi pressioni ad ogni livello erano state fatte dall’Associazione dei produttori di birra e malto (SZVPaS) e anche da singoli grandi produttori che sono, come ormai ovunque, potenti multinazionali.

(Fonte TASR)

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