L’italo-slovacco Marco Nannini, chiusa la Route du Rhum, si prepara al giro del mondo

Marco all'arrivo a Point-a-Pitre

Si è conclusa la scorsa settimana l’avventura di Marco Nannini, trentaduenne velista italiano di Torino, di madre slovacca, in una delle regate più leggendarie, la transoceanica Route du Rhum che, partita da Saint Malo nel nord della Francia il 31 Ottobre, è arrivata nei Caraibi francesi, più precisamente a Point-a-Pitre in Guadalupa dopo circa 21 giorni di navigazione in solitaria. Marco lavora per UniCredit alla City di Londra, e la stessa UniCredit è stato il suo main sponsor in questa traversata di 3.500 miglia. Marco Nannini ha concluso la prova in ventisettesima posizione in una Class40 contesissima, con la partecipazione di 44 barche.

«Sono davvero contento, per me è un gran successo essere qui a celebrare a Point-a-Pitre, è stata una regata tutt’altro che scontata, con meteo complesso e variabile. L’obiettivo era finire la Route du Rhum ed oggi posso gioire della di questa sfida personale», ha commentato Marco all’arrivo. Dopo la OSTAR l’anno scorso e la Round Britain and Ireland a Giugno Marco aggiunge un’altra importante regata al suo curriculum.

«Ho imparato moltissimo, gestire un potente Class40 in solitaria è stata una sfida non da poco, […] sento di aver gettato solide basi per l’obiettivo dell’anno prossimo di fare il giro del mondo». Marco è infatti uno dei 19 iscritti alla Global Ocean Race 2011/2012 che partirà da Palma di Majorca il prossimo 26 Settembre.

Marco Nannini si dice soddisfatto per il risultato, nonostante avesse raggiunto la top ten alla volta delle isole Azzorre, dove però aveva fatto una scelta di rotta che non ha pagato, senza poi avere più l’opportunità di rimediare. «Ma ho regatato con i migliori velisti al mondo e sono contentissimo». Ora nel suo programma, dopo aver finito di preparare la barca per la spedizione in Europa, un rientro in ufficio (Marco lavora in UniCredit a Londra), e poi di nuovo l’impegno per preparare la Global Ocean Race dell’anno prossimo.

Importante per il morale, ha detto Marco, sono stati i messaggi ricevuti durante la traversata. Una dedica particolare Marco l’ha fatta «alla mia Torino, che con le sue Alpi che la circondano mi ha sin da piccolo spinto a guardare più in là, cercare di vedere cosa c’è oltre». «Ringrazio le mie patrie, la Slovacchia, dove sono le mie radici materne e dove sono cresciuto da piccolo, l’Italia dove sono nato e dove ho passato la mia giovinezza, e l’Inghilterra, mia patria d’adozione. Ognuna di loro ha contribuito con le sue specificità alla mia formazione personale che oggi mi permette di affrontare imprese cosí complesse».

Da registrare che la grandissima parte dei partecipanti era di origine francese e l’unico altro italiano presente alla gara, il cagliaritano Andrea Mura su Vento di Sardegna, si è classificato primo nella categoria Rhum su 11 barche concorrenti.

(La Redazione)

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