Logistica ieri e oggi. Parte 11: i Trasporti. Trasporti marittimi (3), tecnica e documentazione

La documentazione che viene emessa ai fini di un trasporto marittimo differisce alquanto da quella relativa ai trasporti terrestri, anche se il fine è tutto sommato, identico. Da oltre due secoli il documento tipico che segue ed identifica le merci imbarcate sulle navi, siano esse stivate in containers, o direttamente nelle stive della navi (General Cargo), o su camion che poi vengono trainati a bordo (“Roll on/Roll off”), è la “Bill of Lading” o Polizza di Carico. Troviamo esempi di questo documento già nel XVIII° secolo (foto 1); tale documento non è cambiato di molto nel corso del tempo; esso è, e rimane, molto importante in quanto consiste in un vero e proprio “titolo di credito della merce” e ne rappresenta il valore.

La Polizza di carico viene emessa in 4 originali, più un certo numero di copie; 1 originale rimane presso l’ente che lo ha emesso (Agente Marittimo o Compagnia di Navigazione), i rimanenti 3 originali vengono consegnati al proprietario delle merci (o “Shipper”, Caricatore), che provvede a sua volta a farli avere, dopo averli debitamente firmati, al destinatario (“Receiver”) che provvederà al ritiro nel porto di arrivo. Da notare che la Polizza rispecchia fedelmente il Manifesto di Carico della nave (“Cargo Manifest”) che è il riassunto ufficiale di tutti i carichi imbarcati e le sue locazioni nelle stive. Esso viene consegnato alle Autorità Portuali ed è fimato dal Comandante della nave e dal Primo Ufficiale.

Nella Polizza il Caricatore indica negli appositi spazi (foto 2) il destinatario (Receiver) e l’eventuale ente a cui notificare l’avvenuta spedizione (“Notify”), i porti di imbarco e sbarco, la data dell’operazione, il nome completo della nave, i dettagli della merce, la liquidazione del nolo pagato, e la firma del Comandante (si veda paragrafo precedente). Vale qui la pena chiarire che per “nolo marittimo” non si intende un prezzo di trasporto, ma una tariffa basata sull’effettivo spazio occupato a bordo della nave, incluso lo spazio “morto” (o “deadfreight”), e cioè quello spazio che non può essere utilizzato per altro carico.

I documenti originali dovrebbero essere firmati per ricevuta del carico dall’Armatore della nave, o in sua vece dal Comandante (o “Master”). In realtà, questo non avviene quasi mai; infatti, a firmare gli originali è generalmente l’Agente Marittimo che rappresenta l’Armatore o la Compagnia di Navigazione.

È necessario, quindi, prestare la massima attenzione quando si spediscono merci via mare, sia per motivi di pura sicurezza delle merci, sia per motivi assicurativi. La nave prescelta deve essere recente (non più di quindici anni d’età, iscritta ad un registro serio (Lloyd’s, Norske Veritas, RiNA, etc.) ed essere in regola con le revisioni periodiche.

Vi sono poi forme di trasporto marittimo basate sul noleggio completo di una o più navi: “a viaggio” (charter), “a tempo” (time charter) per un periodo definito con equipaggio e forniture di bordo o senza, oppure “bare boat”, cioè con la nave in ordine di navigazione ma senza equipaggio e forniture.

È importante spiegare che la complessità della documentazione marittima è dovuta, oltre a motivi di sicurezza ed assicurativi, anche al fatto che, spessissimo, le Polizze di Carico sono coperte da “Lettere di Credito Bancarie”, le quali impongono termini, condizioni ed istruzioni strettissime che vanno seguite alla lettera.

(FFW)

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