Il punto.

I fondi monetari USA alleggeriscono le loro posizioni dal mercato interbancario UE. Non è più un gioco all’abbandono di Grecia, Portogallo e Spagna; ma un molto più radicato intervento di ridefinizione del loro portafoglio a breve, con l’assunto che nessun Paese Comunitario è esente da rischi; che ogni posizione va accorciata, e che le 16 più grandi istituzioni bancarie commerciali hanno troppa esposizione in titoli rappresentativi del debito pubblico dei tre Paesi giudicati a più alto rischio. Sembra in misura pari a 2,472 trilioni di dollari –fonte WSJ, ndr-. La crescente difficoltà per le banche Europee di ricoprirsi in valuta statunitense ha ridato il via a manovre di finanziamento da parte delle FED „sottocosto“ in favore della Banca Centrale Europea. Che rigira disponibilità in biglietti verdi alle banche richiedenti. Il tre-mesi sull’interbancario è ritornato a 0,54 percento (massimo degli ultimi nove mesi); mentre il rendimento dei bond USA a dieci anni è del 3,34 percento. Nonostante la Cina abbia dichiarato di non volersi disimpegnare dall’Euro, e con il Dow Jones in crescita, la scorsa settimana di  quasi il tre percento, c’è chi –e sono tanti- continua a reputare il default della Grecia solo procrastinato nel tempo. Noi continuamo ad asserire che se „salta“ la Grecia salta „il banco“: ossia l’Euro. Con buona pace dei benpensanti, delle Cassandre, e di chi stila classifiche di demerito all’unica condizione di non farne parte. E‘ d’obbligo un vero ripensamento del sistema. Come continuamo a dire. Solo un nuovo Bretton Woods può dare agli attori ed ai singoli registi il chiaro monito che non va a vantaggio di nessuno l’instabilità globale. Lo ripetiamo ancora. Sarebbe un gioco al massacro. Una roulette senza banco. E quindi con soli perdenti.

(Ettore Bellucci)

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