Preoccupante ricerca sui divorzi in Slovacchia: quasi uno al secondo

E‘ di Venerdì la notizia, riportata dal presidente dell’Ufficio di Statistica Ludmila Benkovicova in una conferenza stampa sullo sviluppo demografico, che delle 26 356 nozze contratte nel 2009, 12 671 sono finite con un divorzio; il che significa che ci sono stati 48 divorzi ogni 100 matrimoni. La Benkovicova ha inoltre aggiunto che lo scorso anno i matrimoni sono stati duemila in meno del 2008. Altro dato che conferma la tendenza degli ultimi anni è che l’età nella quale gli Slovacchi convolano a nozze è sempre maggiore: la media maschile è di 31,7 anni, quella delle donne si ferma al 28,6 per cento. Bratislava e Presov le regioni dove ci si è sposati di più nel 2009. Al contrario, il numero dei divorzi rimane alto nella regione di Bratislava, mentre Presov si dimostra la regione con le nozze più durature. Il direttore generale dell’Ufficio di Statistica, dipartimento demografico, Ludmila Ivancikova, ha commentato il dato di Presov considerando come in questa regione ancora sussistano dei valori che, a differenza di Bratislava, non siano ancora stati intaccati dalle „abitudini“ della società post-moderna.

(Fonte TASR, a cura di Marco Monterosso)

1 comment to Preoccupante ricerca sui divorzi in Slovacchia: quasi uno al secondo

  • Athos

    Non solo in Slovakia, ma in tutta Europa é preoccupante il numero di divorzi, con un trend in continua crescita.
    GLi effetti sulla vita della persone e sulla societá sono sempre negativi sia sotto il profilo esistenziale che economico.
    Il punto chiave é che il divorzio é diventato la via per risolvere i conflitti che si instaurano all´interno della coppia.
    Cio´ che la nostra societá non ha ancora capito é che la vita di coppia non si affronta come una vacanza estiva, o come un prodotto da consumare, desiderato solo fino a che solletica il palato o é in tinta con il vestito da ballo.

    Nel recente passato era chiaro che la vita di coppia era un percorso duro e difficile, fatto di gioie ma anche di molto impegno e sacrificio, e i modi per risolvere gli inevitabili conflitti sono stati codificati nel diritto matrimoniale e in una cultura che bandivano il divorzio come mezzo per risolvere i conflitti in quanto distruttivo. Una grande conquista di civiltá !

    Da questo punto di vista stiamo assistendo da oltre mezzo secolo ad una regressione della cultura moderna occidentale , e del livello di maturitá delle persone. Non siamo proggrediti ! siamo regrediti !
    In passato invece la coppia risolveva il conflitto per via diplomatica , con un accordo fra le parti, senza lo scontro, senza la guerra e il divorzio, e una coppia di individui di tal stoffa é una coppia di persone mature e progredite dal punto di vista antropologico.

    A questo punto sorge una domanda : é lecito lasciare la libertá alle persone di divorziare come e quando vogliono?
    La risposta credo che sia la stessa che si sono dati in passato, nel lontano passato, i nostri antenati : si, é lecito fino a che cio´ non minaccia la soppravvivenza della societá, ovvero fino a che il divorzio non costituisce una minaccia per le basi che reggono il nostro Stato e la nostra cultura. Ma se a causa del divorzio ci fosse una calo proccupante della natalitá, un aumento di bambini con problemi psicologici perché non hanno un papá e insieme una mamma, un dilagare di individui depressi e disperati che davanti ai conflitti hanno una sola risposta: scappare, beh ! in questo caso é lecito (non dico sarebbe, dico é !) proibire la pratica del divorzio a tutti indistintamente e relegare l´idea che essa sia un emancipazione della modernitá a vecchia ideologia del passato di una cultura primitiva incapace di far maturare le persone.

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