Matica Slovenska: il nuovo presidente Tkac vuole raddoppiare gli iscritti

Al congresso dell’istituzione culturale nazionale slovacca Matica Slovenska, tenutosi nella sede principale a Martin (regione di Zilina) nella giornata di Venerdì 19 Novembre, è stato eletto alla carica di nuovo presidente Marian Tkac, che a caldo ha auspicato di poter raddoppiare il numero degli iscritti all’istituzione, coinvolgendo i giovani. Tkac, ex vice governatore della Banca Nazionale Slovacca, vuole attirare maggiormente i più giovani, è cercherà di raddoppiare il numero dei membri e dare a Matica Slovenska lo status che merita nella società slovacca.

«Il nostro dovere, di Matica Slovenska e mio personale, è di conquistare i giovani con i mezzi appropriati […]. E la mia ambizione personale è di aumentare il numero dei membri – a lungo termine – a 100.000, nonchè rendere il suono della parola Matica come qualcosa di solenne. Appena possibile ho intenzione di incontrare i rappresentanti di tutti i partiti politici, i membri del corpo accademico e gli studiosi, i Governatori delle Regioni e i Sindaci delle maggiori città, invitandoli a diventare membri di Matica Slovenska», ha dichiarato, con l’intento di creare un “club” di teste pensanti che diano non solo lustro, ma idee nuove per lo sviluppo di Matica Slovenska nella società slovacca moderna.

Oltre a Tkac si erano candidati Jozef Markus, che è stato alla guida dell’organizzazione da quando è stata ripristinata dopo la Rivoluzione di Velluto vent’anni fa, e il direttore del dipartimento informazioni di Matica, Lubomir Kralovansky. Sui 415 delegati presenti (un record per Matica), Tkac ha ottenuto più della metà dei voti (213) già al primo turno a scrutinio segreto, aggiudicandosi la guida di Matica per i prossimi tre anni. Markus è stato sostenuto da 124 voti e Kralovansky da 67.

Matica Slovenska (Mater Slovacca) è la più antica istituzione culturale e scientifica di matrice prettamente slovacca. Fondata nel 1863 con il consenso dell’Impero Austriaco nell’allora città di Turciansky Svaty Martin (ora solo Martin), è stata uno strumento della rinascita nazionale slovacca sotto la monarchia ungherese, ed ha visto da subito l’impegno totale delle maggiori personalità slovacche, divenendo storicamente il simbolo della “indipendenza” della Slovacchia. Chiusa con la forza dalle autorità ungheresi nel 1875, rinacque dopo la costituzione della Cecoslovacchia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Drasticamente ridimensionata nelle sue funzioni durante gli anni del comunismo, quando era ridotta perlopiù a Biblioteca Nazionale Slovacca (funzione che ha tutt’ora), ha ripreso a vivere dopo il 1989. Prima dell’istituzione dell’Accademia slovacca delle Scienze (SAV), Matica Slovenska ha supplito al compito di gestire e indirizzare gli studi scientifici e umanistici slovacchi. Finanziata da fondi dello Stato, oltre che da donazioni private di slovacchi sparsi per il mondo (molti dei maggiori finanziatori provenivano dall’emigrazione negli Usa), Matica Slovenska è ultimamente finita sotto i riflettori dei media per una gestione non chiara dei fondi, che avrebbe portato ad un grosso ammanco sul quale ora la magistratura sta indagando.

Simili istituzioni di conservazione culturale dal nome “Matica” (mater ma anche ‘ape madre’) esistono anche in altri Paesi di origine slava, e sono nate nel corso del XIX° secolo, quando erano forti le spinte risorgimentali nazionali in tutta Europa. La più antica Matica pare essere quella serba, nata nel 1826.

(La Redazione)

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