Grandi mostre ad un passo da Bratislava, ancora per pochi giorni

Cleopatra, Michelangelo Buonarroti

Diamo conto qui di quattro mostre che in questi giorni abbiamo visitato per conto della redazione, tra le quali una del nostro grande conterraneo Michelangelo Buonarroti. Le mostre sono ospitate al Palazzo dell’Albertina, nel centro  storico di Vienna, non distante dall’Hotel Sacher (dove si può assaggiare la famosa torta), il Palazzo imperiale dell’Hofburg e l’Opera di Stato. Le date di chiusura sono indicate più sotto.
L’edificio, il più grande palazzo residenziale degli Asburgo nella capitale, unisce fascino imperiale e notevoli capolavori artistici, è un museo artistico di risonanza internazionale, vanta una delle più importanti collezioni grafiche del mondo e rappresenta una visita obbligata per gli amanti delle città d’arte e chiunque sia alla ricerca di cultura. Notevoli anche le 21 sale di rappresentanza Asburgiche riccamente decorate con pareti in seta, mobilio d’epoca perfettamente conservato, pavimenti in parquet con motivi intarsiati e soffitti pregni di decorazioni a rilievo ed oro, fattore comune in tutti gli elementi decorativi. L’Albertina ospita, oltre alle collezioni permanenti, anche mostre temporanee di grande livello. La collezione storica dell’Albertina fu iniziata nella seconda metà del XVIII° secolo dal Principe Alberto di Sassonia-Teschen, marito di Maria Cristina d’Asburgo-Lorena e genero di Maria Teresa d’Austria. La sede iniziale fu il Castello di Bratislava, a quel tempo Pressburg, dimora di Alberto quando era Governatore d’Ungheria.

MICHELANGELO
Con la prima grande mostra su Michelangelo da oltre vent’anni l’Albertina giunge all’apice dell’anno espositivo 2010 e fino al 9 gennaio 2011 è possibile visitare la presentazione dei disegni provenienti dalla collezione di arti grafiche dell’Albertina insieme agli ingenti contributi di musei europei ed americani e collezioni private che permette per la prima volta una visione globale della produzione del grande artista. La proiezione di affreschi monumentali sul soffitto, l’inserimento di calchi in gesso di due sue sculture e dipinti di altri artisti su bozzetti del maestro fanno capire le dimensioni e l’effetto della sua arte e lo inseriscono nel contesto della sua epoca. I visitatori riescono in questo modo a comprendere la figura nella sua interezza, partendo dai sui studi che sono stati utilizzati anche in epoche successive, passando per l’architettura e la scultura. Vediamo la sua opera evolversi dalla „Battaglia di Cascina“ agli affreschi della Cappella Sistina, fino alla tarda Crocifissione del maestro quasi ottantenne. Gli spazi riservati al maestro aretino risultano adeguati alla mole di materiale espositivo sebbene l’illuminazione appaia a tratti un pò scarsa. La mostra si estende su un percorso circolare suddiviso in sotto sezioni ed è possibile noleggiare audio guide nelle maggiori lingue europee che consentono di ascoltare il commento sonoro alle opere contrassegnate da un numero. Da segnalare anche la forte presenza di personale inserviente per garantire il regolare svolgimento della mostra, concepita tre anni fa dal dottor Achim Gnann, suo curatore. Il suo obiettivo era di esaminare la talvolta controversa datazione dei nuovi disegni rinvenuti e di individuare lo sviluppo cronologico dello stile del maestro italiano con lucidità. Questo è quanto rende questa nuova conoscenza dei disegni di Michelangelo così unica. Ci sono inestimabili opere d’arte del genio dalle grandi idee e dal potere creativo quasi sovrumano come il Giudizio universale o i disegni per la cupola di San Pietro. Chiude il 9 Gennaio.

PICASSO: PACE E LIBERTÀ
Nel 1944 Picasso si iscrive al partito comunista francese. Anche se sarà il simbolo di un partito fino agli ultimi dei suoi giorni, il suo pensiero politico è caratterizzato dal desiderio di pace e libertà. In quegli anni dipinge, disegna e fa litografie della famosa colomba bianca. Essa diventerà il simbolo globale di pace e di un’umanità, che non solo ha alle spalle due guerre mondiali, ma ha davanti a sé altre catastrofi come la guerra di Corea e del Vietnam. 50 dipinti e 100 disegni oltre a innumerevoli documenti mettono in evidenza il Picasso politico e raccontano un capitolo finora sempre trascurato ma importante nella vita del grande artista. La mostra è curata da Tate Liverpool in cooperazione con l’Albertina. Alla mostra è stato riservato il primo piano dell’edificio che accoglie i visitatori con opere quali “l’obitorio, il massacro in Corea, la guerra e la pace, il Ratto delle Sabine” e una serie di nature morte con teschi umani e di animali per mostrare in primo luogo un Picasso pittore “storico”. La mostra tenta di effettuare una dettagliata analisi scientifica di questo periodo creativo, coinvolgendo le percezione di Picasso in Nord America, Europa occidentale, Europa orientale e Federazione russa. Presenti sulle pareti dell’installazione giornali dei luoghi di pressione politica e testi biografici datati come lettere, documenti d’archivio, pubblicazioni ed altri documenti di ausilio e complemento per la valutazione globale dell’artista. L’illuminazione in questo caso è adeguata ed il percorso risulta logico e di facile comprensione. Da non perdere la celebre “Colomba con ramo d’ulivo” che nella sua semplicità trasmette una forza simbolica notevole. Fino al 16 Gennaio.

HERBERT BRANDL-MONTAGNE
Nella primavera del 2009 inizia il lavoro sul gruppo di monotipi, al momento costituito da 127 tele. I monotipi di Brandl sono strutture filigrane realizzate con pennellate veloci, che sembrano fissarsi fugacemente sullo sfondo della tela in un misto di apparire e scomparire, la sua passione per le montagne trova un riscontro seriale nelle sue opere. L’approccio al tema si sviluppa in forme e tecniche diverse e si confronta sempre con la metamorfosi del motivo in spazi cromatici e composizioni di forme, oscillazione dei contrasti determinati da forme e contenuti. L’installazione occupa tutto il pian terreno del palazzo e, come ci si aspetterebbe da un artista contemporaneo, sprizza modernità da ogni poro. L’illuminazione è forte, persino violenta, come i colpi di colore su tela. Si vede l’impulsività dei tocchi e l’amore per la montagna, il colore viene poggiato e tolto repentinamente dai supporti e replicato su materiali e tinte differenti oscillanti nelle sale colme in una serie infinita di variazioni, visitabili fino al 9 Gennaio.

WILLIAM KENTRIDGE – CINQUE TEMI
Si conclude la nostra visita con la mostra, realizzata in collaborazione con il San Franscisco Museum of Modern Art, dedicata alla retrospettiva dell’opera dell’artista sudafricano William Kentridge. L’esposizione comprende lavori realizzati con l’ausilio di diversi media – dal film al libro, attraverso il disegno e la scultura.
La mostra William Kentridge: cinque temi è stata concepita in partnership col Norton Museum of Art e viene sostenuta dalla fondazione Koret con l’appoggio di National Endowment for Arts.
La mostra occupa il piano superiore dell’Albertina e fin da subito accoglie i visitatori con un’atmosfera cupa ed angosciante, con un climax di emozioni forti, violente, ossessive e suggestive. Spesso si intravedono nudi e forti allusioni, non solo su supporti materiali ma anche nelle varie proiezioni. Di certo non una mostra adatta alle escursioni in famiglia per evitare spiegazioni spiacevoli. Fino al 30 Gennaio.

(L.R)

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.albertina.at

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