Il ministro dell’Agricoltura esce indenne dal voto di sfiducia

 

Si è svolta ieri al Parlamento slovacco una sessione speciale tutta dedicata alla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione nei confronti del ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale Gabriela Matečná (candidata del Partito nazionale slovacco / SNS). Dopo la lunga seduta, che si è conclusa in tarda serata, Matecna è stata salvata dalla coalizione di governo composta dai partiti Smer-SD, SNS e Most-Hid, che l’ha sostenuta compatta. Solo 60 parlamentari dell’opposizione sui 134 presenti, incluso il partito di estrema destra LSNS e molti parlamentari indipendenti, hanno votato per il suo licenziamento, mentre due singoli deputati di Smer, tra cui l’ex ministro Madaric, e due altri indipendenti si sono astenuti dal voto.

Nella mozione, presentata da Libertà e Solidarietà (SaS), Gente Comune e Personalità Indipendenti (OL’aNO) e Sme rodina, si addebita a Matečná l’introduzione di pratiche sleali nella ridistribuzione dei fondi per la Slovacchia all’interno della Politica agricola comunitaria (PAC), e poi di pratiche fraudolente di cui “ci sono prove indiscutibili” attuate nella sua precedente veste di direttore generale del Fondo demaniale slovacco (SPF). Infine, la dichiarazione dei tre partiti sostiene che Matečná continua nelle pratiche sleali anche da ministro, e lei rappresenta gli interessi degli oligarchi delle grandi imprese agricole piuttosto che quelli dei reali agricoltori, minacciando le risorse future per la Slovacchia per lo sviluppo regionale nel settore agroalimentare.

Nella riunione di mercoledì, il consiglio dei ministri aveva sostenuto il ministro, rilevando che dal 2016 ha attuato numerose misure sistemiche nei settori dell’agricoltura, dell’alimentazione, della silvicoltura e dello sviluppo rurale. Ha accennato, tra l’altro, a una maggiore trasparenza al ministero e nei suoi organi, con la divulgazione di informazioni al di là di quanto richiesto dalla legge, rafforzando la posizione degli agricoltori a livello europeo e combattendo i doppi standard qualitativi dei prodotti alimentari in Europa.

Mercoledì i deputati del Parlamento europeo insieme a rappresentanti della Commissione europea e dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) hanno ascoltato l’intervento di cinque rappresentanti dell’Iniziativa per gli agricoltori slovacchi, che hanno testimoniato all’Europarlamento in merito a controversie con i grandi proprietari terrieri che guadagnano dai sussidi agricoli e all’impossibilità di invocare la difesa dei propri diritti da parte delle autorità. Gli agricoltori slovacchi hanno consegnato al capo della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo, Ingeborg Grässle, diversi documenti della Corte Suprema slovacca e lei ha promesso di occuparsi del problema. Il capo della delegazione slovacca del PPE al Parlamento europeo, Ivan Štefanec, ha sottolineato che tali situazioni si verificano nonostante il fatto che molti agricoltori abbiano i titoli di proprietà del terreno, ma non arrivano alla terra perché i locatari vi lavorano e ricevono sovvenzioni UE. Secondo Štefanec l’obiettivo principale dell’incontro era la ricerca di soluzioni per rendere più efficace la supervisione sull’uso dei fondi dell’UE nel settore agricolo e il rispetto dello stato di diritto a livello europeo.

(Red)


Foto www.mpsr.sk

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