Il “contratto di governo” si ‘ricorda’ degli italiani all’estero

ROMA /focus/aise – Da venerdi 18 maggio in poi la bozza di contratto di governo M5S-LEGA, licenziata quello stesso giorno, contiene un paragrafo dedicato agli italiani all’estero. Nelle versioni precedenti gli italiani all’estero non esistevano, il che ci aveva indotto a solleticare l’attenzione di chi di dovere, segnalando questa assenza, sia pur ammettendo che poteva trattarsi di un’involontaria omissione.

Dopo questa nostra segnalazione, nella bozza finale distribuita venerdì mattina appare il seguente paragrafo:
“Per quanto riguarda gli italiani residenti all’estero, è necessario valorizzare il loro patrimonio di esperienze e conoscenze per il sostegno del Made in Italy e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Occorre inoltre riformare le procedure di voto per la circoscrizione estero e degli organi di rappresentanza del consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE e COMITES) per renderli più efficaci, trasparenti e meno soggetti a potenziali distorsioni del voto. Per COMITES e CGIE è necessaria inoltre una specifica riforma delle funzioni per armonizzarle con la presenza della rappresentanza parlamentare. Bisogna infine riorganizzare la rete diplomatica e consolare per garantire adeguati servizi al crescente numero di cittadini italiani che trasferiscono in modo permanente la propria residenza all’estero.”

Il giorno precedente, giovedi 17 maggio, avevamo scritto : ”Certo, se mai dovesse – come è auspicabile – nascere, la Commissione Bicamerale per le questioni degli Italiani all’Estero ne avrà di lavoro da fare. Soprattutto se si considera l’handicap attenzionale con nasce, visto che dei 29 capitoli di cui si compone il “contratto di governo” concordato da Lega e M5S nessuno contiene almeno un riferimento ai connazionali all’estero. Infatti a nulla sono servite le numerose riedizioni della “bozza” del contratto, nessuna di esse, infatti, ha “ripescato” gli italiani all’estero. Eppure, i due partiti hanno ripetutamente ribadito che il loro programma intende far fare un passo indietro ai partiti ed uno in avanti ai cittadini. Peccato che quel passo sia, almeno finora, solo a beneficio di 60 milioni residenti in Italia, mentre i 4 milioni e 200 mila residenti all’estero, vale a dire l’8,2% dell’elettorato, siano stati evidentemente dimenticati.

E dire, che proprio martedi scorso, mentre nelle redazioni incominciavano a girare le prime bozze del “contratto di governo”, alla Camera dei deputati si riunivano per la prima volta in questa legislatura i 18 parlamentari – 12 deputati e 6 senatori – eletti all’estero da oltre 1 milione e 100 mila elettori.

Coscienti o meno della scarsa attenzione da parte del nascituro governo LEGA/M5S, i 18 hanno agevolmente condiviso l’ “opportunità e l’impegno” a portare avanti alcune iniziative legislative di “comune ed alto interesse”, propendendo per una regolare concertazione delle loro iniziative.

Tre le questioni prioritarie che hanno poi deciso di portare avanti nell’immediato. La prima battaglia comune sarà, naturalmente, quella sulla istituzione di una “Commissione bicamerale per le questioni degli italiani all’estero”. Una bozza di proposta di disegno di legge è già allo studio e sarà presto, questo l’impegno comune, finalizzata e presentata congiuntamente. L’obiettivo, spiegano i 18 parlamentari, è quello storico e strategico di avere un unico foro istituzionale di elaborazione, discussione ed iniziativa parlamentare sulle diverse questioni di comune rilevanza degli Italiani residenti all’estero. Gli altri due impegni sono, il primo, per la cosiddetta “messa in sicurezza del voto” e, l’altro, per il potenziamento delle risorse consolari per i servizi ai cittadini all’estero.

Un impegno non da poco sul quale, va riconosciuto, i “18” intendono impegnarsi con o senza la commissione bilaterale e con l’auspicio, aggiungiamo noi, che, quanto a italiani all’estero, il “contratto di governo” contenga una involontaria omissione. “

Che ci sia o meno un nesso conseguenziale tra questo nostro articolo e l’apparizione di questo paragrafo poco conta. Per noi la cosa importante è che ora il futuro governo abbia degli indirizzi di politica per gli italiani all’estero e la cosa che ci conforta di più è che tali indirizzi comprendano le priorità emerse nella prima riunione dei 18 parlamentari eletti all’estero.

(giuseppe della noce\ focus\aise)


Illustr: BSlovacchia

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