Antonino V. è già in Italia, eseguita oggi l’estradizione

L’imputato calabrese Antonino V. è stato trasferito oggi in Italia per l’estradizione, scortato dagli agenti dell’Ufficio per la cooperazione internazionale del Corpo di polizia slovacco e dagli omologhi colleghi italiani dello SCIP. Lo stesso corpo ha informato i media quando l’aereo su cui era trasportato il passeggero era già atterrato a Roma. Da Fiumicino è stato accompagnato in carcere e sarà messo a disposizione delle autorità giudiziarie veneziane.

Arrestato il 13 marzo scorso, l’italiano 43enne, che vive a Trebisov nella Slovacchia orientale dove da diversi anni gestisce numerose aziende, è accusato di traffico di droga e riciclaggio nell’ambito di una inchiesta che ha portato al fermo di diciassette persone in Veneto, Lombardia e Calabria. L’arresto era avvenuto in esecuzione di un mandato di cattura europeo emesso dal tribunale di Venezia.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

A carico di Antonino V. (il cui cognome completo non è pubblicabile a causa della protezione legale degli imputati vigente in Slovacchia) vi sono presunti reati di appartenenza a gruppo criminale affiliato alla ‘ndrangheta, nel quale l’imputato aveva un ruolo di spicco nell’organizzazione di un grosso traffico internazionale di stupefacenti dal Sud America, con spedizioni di centinaia di chilogrammi di cocaina in Europa nascosti in mezzo a carichi di frutta esotica.

L’uomo, di una famiglia calabrese di Bova Marina conosciuta per i lunghi rapporti con ambienti mafiosi, è anche investigato in Slovacchia per frodi nelle sovvenzioni agricole, su cui sta indagando l’agenzia anticrimine NAKA e per cui rischia una condanna fino a dieci anni di carcere. Del tema dell’abuso di fondi dell’UE in Slovacchia si era occupato il giornalista investigativo Ján Kuciak nel suo ultimo articolo, che non era riuscito a portare a termine perché assassinato a febbraio insieme alla fidanzata. Kuciak aveva citato anche il nome di Antonino V. insieme a quello dei fratelli e di altre famiglie italiane della zona. Per questo l’imputato, insieme ad altri famigliari e affini, era stato arrestato pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo dei due giovani, salvo poi essere rilasciati per la mancata convalida del giudice.

(Red)

 

Foto Victor cc by

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.