Quattro slovacchi su dieci rimpiangono il socialismo

Anche dopo quasi trent’anni continua a colpire il ricordo affettuoso di certe generazioni (forse perché si era più giovani?) per certi aspetti dell’epoca pre-1989, quando la Slovacchia, come parte della Repubblica Socialista Cecoslovacca, era retta da un regime dominato dal Partito comunista e nell’orbita dell’Unione Sovietica.

Il virus della “ostalgia”, scriveva Teraz.sk, colpisce ancora oggi il 42,6% degli slovacchi, secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Focus in aprile di quest’anno. Di questi, il 19,8% credono si vivesse significatimente meglio prima del 1989, e per il 22,8% la vita nel comunismo era leggermente migliore.

Il 32,1% del campione rappresentativo di oltre mille persone intervistate pensa invece l’opposto: per il 13% la vita di oggi è assolutamente migliore di prima della Rivoluzione di velluto, e il 19,1% dice che è leggermente migliorata.

La percentuale di ‘ostalgici’ sta di anno in anno scemando, anche se molto lentamente. Nel 2001, 17 anni fa, solo il 12,8% degli slovachi era a favore della vita post-1989, mentre più di sei persone su dieci, il 61,9%, preferiva la vita precedente.

Secondo l’indagine, le differenze di preferenze tra i sessi sono minime, e donne e uomini sono equamente suddivisi tra ottimisti e nostalgici, ma età e livello di educazione fanno invece notare il divario. La vita prima del 1989 è decisamente preferita dalle persone di istruzione elementare, e la vita di oggi è scelta senza mezzi termini da chi ha una istruzione universitaria. Divisi a metà coloro che hanno istruzione scolastica secondaria. Gli over 65 sono per i tre quarti (72,5%) a favore dei tempi andati, mentre i giovani da 15 a 24 anni hanno la stessa convinzione solo nel 15,8% dei casi.

(Red)

Foto MabelAmber CC0

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