Il procuratore generale promette agli agricoltori di indagare sui loro casi

Il procuratore generale Jaromír Čižnár ha promesso agli agricoltori che avrebbe indagato sui loro casi direttamente presso l’ufficio del Procuratore generale. Così hanno riferito i rappresentanti dell’iniziativa degli agricoltori dopo aver incontrato ieri il procuratore generale a Bratislava. Questo significherebbe che le indagini verrebbero tolte alle procure distrettuale e regionale di Kosice.

Frantisek Oravec, uno dei partecipanti all’incontro, ha detto che «per la prima volta in tre anni qualcuno ci ha ascoltato seriamente: per la prima volta in tre anni qualcuno ci ha detto che se ne occuperà, che supervisionerà le indagini e le prenderà seriamente, e che fondamentalmente potremo presentare i nostri problemi, compresi quelli nuovi, direttamente all’Ufficio del Procuratore Generale». Già gli agricoltori hanno portato dodici mozioni, che, secondo loro, non sono state adeguatamente indagate. Ne raccoglieranno altre e già immagino che ce ne saranno molte di più.

Gli agricoltori chiedono una revisione delle procedure seguite dalle forze dell’ordine negli specifici casi criminali. L’ufficio del procuratore generale ha dunque promesso di richiedere immediatamente i fascicoli di questi casi e di esaminarli direttamente da un pubblico ministero presso la procura generale”, ha detto un portavoce dell’ufficio.

Oggi numerosi agricoltori si uniranno con i loro trattori alle proteste previste in diverse città a partire dalle ore 17:00, in coordinamento con le manifestazioni “Per una Slovacchia dignitosa”. Questo avverrà soprattutto nell’est del paese, ma già dalle 13:00 a Nové Mesto nad Váhom e Bolešova, nella regione di Trenčín, sono usciti per strada otto trattori, cui se ne sono aggiunti altri in seguito. Uno dei contadini ha detto di protestare perché «la Slovacchia cesserà presto di essere slovacca». Chi vuole vendere la terra la può senza difficoltà vedere agli stranieri. «Le grandi aziende comprano terreni, e la Slovacchia tra un po’ non sarà più slovacca, saremo stranieri nel nostro paese». In Slovacchia, si lamentano gli agricoltori, sono protette solo le grandi aziende, una cosa che avviene fin dal tempo del socialismo, «hanno uno status speciale, e possono essere vendute nella loro interezza», Mentre in tutta l’Europa occidentale i piccoli agricoltori sono difesi, «in Slovacchia vengono eliminati, e anche i giovani che vogliono lavorare non possono permetterselo. Vogliono che lavoriamo nelle case automobilistiche», ha detto uno dei manifestanti a Pravda.

Gli agricoltori chiedono l’istituzione di una squadra investigativa indipendente, con investigatori dell’Unione europea, per indagare sulle frodi nei sussidi e vogliono che il Parlamento voti una legge che limiti ancora di più la vendita delle terre agricole, permettendola solo alle persone residenti nella Repubblica Slovacca. Si richiede inoltre di rivedere o annullare i contratti esistenti tra il Fondo demaniale slovacco (SPF) e gli attuali affittuari, e di stabilire regole adeguate, eque e trasparenti per l’assegnazione delle terre in modo che i terreni statali gestiti da SPF siano concessi in particolare ai giovani e piccoli agricoltori locali.

(Red)

Foto ErikaWittlieb CC0
Foto hpgruesen CC0

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