Denisa Sakova nominata nuovo ministro degli Interni

Questa mattina il presidente Andrej Kiska ha nominato Denisa Sakova (Smer-SD) a ministro degli Interni. Sakova, che è stata sottosegretario al ministero dal 2016, va a rimpiazzare Tomáš Drucker che si è dimesso lunedì 16 aprile appena tre settimane dopo aver sostituito Roberk Kalinak, costretto alle dimissioni dalla pressione pubblica e in parte degli alleati politici del partito Smer. La capitolazione di Kalinak ha poi provocato in pochi giorni l’uscita anche del primo ministro Robert Fico, che tuttavia come capo del primo partito rimane a guidare la politica slovacca all’interno del consiglio di coalizione.

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD), che non si sa se abbia partecipato o subito la scelta della nuova ministra, è convinto che la Sakova saprà districarsi con abilità nel labirinto del ministero perché conosce bene il dipartimento cui fanno capo, tra l’altro, le forze di polizia e quelle di intelligence. Secondo il premier, Sakova è la persona giusta al posto giusto. Prima di essere segretario di Stato, la Sakova è stata alto funzionario in diversi ambiti del ministero, come direttore generale della sezione IT, telecomunicazioni e sicurezza (2007-2010) e come capo dell’ufficio di servizio (2012-2016).

Proprio l’aver  lavorato per anni a fianco di Kalinak è uno dei punti del suo curriculum più contestati sia dal presidente Kiska che dalle opposizioni e dagli attivisti civici dell’iniziativa “Per ua Slovacchia dignitosa”. La nomina di Sakova, scelta dal partito Smer, non significa affatto un giro di boa nella direzione del ministero, dicono un po’ tutti, ma piuttosto un segno di continuità con l’era di Kalinak che ha gestito il ministero per dieci degli ultimi dodici anni.

Martedì, dopo averla ricevuto per un incontro a quattrocchi, il capo dello Stato aveva dichiarato con un video la sua insoddisfazione per la scelta, alla quale tuttavia la Costituzione non gli dà il potere di opporsi. Kiska ritiene questa nomina una opportunità mancata per dare una svolta al paese e riconquistare la fiducia della gente nelle istituzioni. «La coalizione di governo non ha ancora capito cosa è successo davvero in Slovacchia dopo gli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnířová. Non ha capito che è completamente svanita la già scarsa fiducia delle persone nell’interesse e nella capacità del nostro Stato di garantire la loro protezione e la giustizia. Non capisce che abbiamo bisogno di tutti per ottenere questa fiducia, indipendentemente dall’appartenenza politica», aveva detto il presidente. E sottolineava che «Le persone stanno aspettando un segnale chiaro che mostri la volontà di cambiare lo stile di governo. Non ritengo che l’attuale nomina del ministro degli Interni sia un segnale del genere».

Tra le prime gatte da pelare per Sakova ci sarà la nomina del nuovo capo della polizia che dovrà prendere il posto del dimissionario Tibor Gaspar dopo il 31 maggio. Sulla questione, estremamente delicata dopo le proteste popolari degli ultimi due mesi, Peter Pellegrini ha detto che supervisionerà personalmente e si consulterà con il nuovo ministro dell’Interno sulla selezione del presidente provvisorio del Corpo di Polizia, che rimarrà al suo posto fino all’entrata in vigore, presumibilmente in autunno, della nuova legge in corso di approvazione per cambiare il sistema di nomina della direzione delle autorità di sicurezza.

La ministra degli Interni ha detto che tenterà di ripristinare la fiducia delle persone nella polizia, e già avrebbe in mente diverse persone – di cui non ha fatto i nomi – che potrebbero essere in grado di dirigere temporaneamente la polizia, persone che lei intende incontrare e discutere di visioni e strategie, per poi arrivare a stilare una shortlist.

Fuori dal palazzo del governo questa mattina ha protestato un piccolo drappello di manifestanti dell’iniziativa “Per una Slovacchia dignitosa”, che hanno ricordato le decine di migliaia di persone che sono scese per strada nelle ultime settimane chiedendo un cambiamento, e che vedono nella nomina di Sakova una «presa in giro della gente» e la conferma che nulla è cambiato. Lei ha detto loro, e a quelli che la stanno attaccando personalmente, che il partito Smer «ha vinto le elezioni. Il signor Pellegrini ha ricevuto il mandato di formare un governo, ed è tutta una sua decisione. Vorrei che mi si valuti per il mio lavoro, e non in base a coloro con cui ho lavorato, ha detto dopo la nomina.

(La Redazione)

Foto minv.sk

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