Democrazie europee sotto assedio

L’allarme lanciato dal presidente francese Macron sul rischio di una «guerra civile europea» riflette le laceranti tensioni che si moltiplicano sul Vecchio Continente e impongono ad ogni singola nazione – Italia inclusa – di chiedersi cosa fare per scongiurare tale devastante scenario.

Quanto affermato dal capo dell’Eliseo davanti all’Europarlamento trova il suo fondamento in due processi convergenti. Da un lato la crescente profondità delle crisi interne ai Paesi europei dovute a diseguaglianze economiche, migrazioni di massa, ultranazionalismo, separatismi locali e diffusione di false informazioni sul web. E dall’altro l’indebolimento delle due alleanze occidentali – l’Ue e la Nato – a causa del risorgere degli egoismi nazionali, delle efficaci interferenze russe e del moltiplicarsi di crisi internazionali che le sfidano.

La tenaglia fra disgregazione interna e allentamento delle alleanze rende l’Europa vulnerabile a crisi politiche, tensioni etniche, rivalità nazionali e aggressioni esterne che mettono a rischio la sicurezza collettiva e giustificano il messaggio lanciato da Macron. Non si tratta tuttavia di una china inesorabile: può essere scongiurata se leader nazionali e alleanze comuni sapranno reagire alla sfida. Il compito dei leader dei singoli Paesi – e dei partiti più importanti in ognuno di loro – è cercare soluzioni concrete a diseguaglianze, migrazioni di massa e falsità divulgate sul web al fine di disinnescare dal di dentro ultranazionalismi e separatismi locali. Così come le alleanze devono rimediare ad un deficit di iniziativa che ne indebolisce la credibilità.

Spetta all’Unione europea guidare gli Stati nel rispondere a diseguaglianze e migrazioni così come tocca alla Nato elaborare nuove strategie di sicurezza contro gli avversari più pericolosi, dal jihadismo islamico sunnita e sciita all’uso di armi di distruzione di massa da parte dei dittatori fino alle interferenze di Mosca nei singoli Paesi.

Sono i ritardi di risposte da parte dei leader nazionali e la carenza di determinazione da parte delle alleanze ad indebolire le democrazie europee. Da qui la necessità che chiunque arrivi alla guida del prossimo governo italiano sia preparato e determinato a fare fronte a tali responsabilità, cogliendo l’occasione dell’attuale crisi per fare del nostro Paese il protagonista consapevole di una sfida comune per rafforzare e rilanciare l’Europa, cercando ricette efficaci ai problemi più urgenti nel quadro delle alleanze occidentali esistenti. L’errore più grave sarebbe la scelta opposta: sfruttare lacerazioni e scontento per accelerare il declino dell’Europa inseguendo la pericolosa tentazione di rifugiarsi negli egoismi nazionali.

(Maurizio Molinari, La Stampa cc by nc nd)

Foto EU Council president
EU Parliament, cc by nc nd

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