Pellegrini: nuovo ministro degli Interni in sella già questa settimana

Il nuovo ministro degli Interni, aveva detto venerdì il primo ministro Pellegrini, che regge in via provvisoria il dicastero, potrebbe già essere nominato questo mercoledì. Una poltrona, quella degli Interni, divenuta bollente dopo che il neoincaricato Tomas Drucker, che ha lasciato la Sanità per sostituire il potente Robert Kalinak (Smer-SD) dimessosi dopo dieci anni di potere su pressione della piazza, aveva deciso che il posto non faceva per lui. L’addio del ministro a sole tre settimane dalla nomina era sembrata una resa un po’ troppo repentina, dato che Drucker era considerato un “risolutore di crisi” di un certo peso. Ma la complessità del dicastero, le attese da parte di buona parte dell’opinione pubblica e del presidente di fare presto pulizia alla testa delle forze dell’ordine, insieme alla resilienza del capo della polizia Gaspar che proprio non voleva mollare, e alle sicure pressioni da parte del partito Smer che lo ha nominato per lasciare le cose come stavano lo hanno costretto ad arrendersi. È poi toccato a Pellegrini, appena assunto l’interim, dare il ben servito a Gaspar per liberare il campo da un ostacolo imbarazzante che fino a pochi giorni fa pareva insormontabile, per riportare un po’ di pace sociale in un paese scosso dall’omicidio di un giovane giornalista e stanco della corruzione e dei tanti scandali mai risolti.

L’incarico agli Interni, secondo il patto di coalizione tra Smer-SD, Partito nazionale slovacco (SNS) e Most-Hid, tocca ai socialdemocratici di Smer. Il premier preferirebbe una persona in grado di gestire il ministero fin dal primo giorno, senza bisogno di tempo per prendere familiarità con il dicastero. Una descrizione che sembra tagliata su misura per la segretaria di Stato del ministero dell’Interno in carica, Denisa Sakova, che però è nota per essere stata braccio destro dell’ex ministro Kalinak, e non sarà sicuramente gradita all’opposizione.

Il presidente Kiska aveva sottolineato venerdì che il nuovo ministro degli Interni dovrà essere persona in grado di unire la società, piuttosto che di dividerla, e che ripristinerà la fiducia della gente nelle forze dell’ordine. Dall’opposizione, diversi politici temono che qualunque nome verrà proposto da Smer non solo non sarà all’altezza di svolgere il compito in modo trasparente, ma subirà probabilmente l’influenza mortale di Kalinak. Il capo di OLaNO Igor Matovic ha detto ieri alla tv pubblica che nemmeno la nuova normativa per la selezione del capo della polizia cambierà qualcosa, e che alla fine sarà sempre Kalinak a sceglierlo. «Non possono permettersi di nominare una persona indipendente, che indaghi su di loro e confischi le loro proprietà», ha detto. Secondo lui, l’unico modo per avere un capo della polizia che faccia il suo mestiere sarebbe una elezione interna al Corpo di polizia o una nomina presidenziale. Sullo stesso tema, il capogruppo di Sme Rodina in Parlamento, Milan Krajniak, ha detto alla televisione TA3 che le nuove norme non risolveranno il problema chiave delle interferenze politiche, e la legge «cementerebbe queste persone al loro posto e nessuno potrà più licenziarle».

Secondo gli organizzatori delle manifestazioni “Per una Slovacchia dignitosa”, il ministero dell’Interno non dovrebbe più essere controllato da Smer-SD, ma da una persona indipendente non nominata da Smer e non collegata a questo partito, altrimenti molto difficilmente la gente riprenderà di nuovo fiducia nello Stato. Gli organizzatori, che avevano chiesto un incontro il 17 aprile al primo ministro Pellegrini, incontro che è stato loro proposto per il 10 maggio, hanno tenuto una conferenza stampa davanti al palazzo del governo questa mattina. Una delle figure principali della protesta, la studentessa Karolina Farska, ha criticato la mancata volontà del premier nonostante la gravità della situazione. Pellegrini tuttavia, ha detto Farska, durante il weekend ha avuto il tempo «di piantare patate e andare a una partita di hockey». Le proteste di piazza, che hanno già ottenuto in marzo l’estromissione di Kalinak e dell’ex premier Fico, e la scorsa settimana il licenziamento del capo della polizia Gaspar, continueranno a livello nazionale, ha detto un altro organizzatore della protesta, Peter Nagy, aggiungendo che la prossima settimana si terrà una riunione nazionale dei coordinatori delle proteste nella quale saranno discusse ulteriori iniziative.

(La Redazione)


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