Dal Rapporto Italiani nel Mondo: i pensionati italiani all’estero

La mobilità dei pensionati: l’insieme delle pensioni pagate all’estero rappresenta il 2,2% del totale delle pensioni erogate dall’INPS.

ROMA – Nell’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo si parla degli anziani, italiani e stranieri, in movimento e in particolare della mobilità dei pensionati nel mondo. Oggi assistiamo a una nuova fase dell’emigrazione italiana caratterizzata dall’espatrio; infatti, come indicato dall’INPS, emergono altre tipologie di pensionati e pensionandi, quali il pensionato italiano che decide di emigrare al seguito dei figli o dei nipoti, ovvero alla ricerca di luoghi climaticamente più favorevoli o fiscalmente vantaggiosi, a differenza di un tempo quando tradizionalmente il beneficiario di una pensione pagata all’estero era l’emigrante italiano, costretto a trasferirsi per necessità. Alle nuove tipologie di pensionati in movimento si aggiunge- come sottolinea il Rapporto- quella, in crescita costante, degli stranieri immigrati nel nostro Paese e rientrati in patria.

L’insieme delle pensioni pagate all’estero, nel 2016 quasi 380.000 prestazioni, includono oltre ad una parte di quelle in regime di totalizzazione internazionale anche trattamenti liquidati sulla base di sola contribuzione italiana. Complessivamente questo aggregato rappresenta, secondo il Rapporto Italiani nel Mondo, il 2,2% del totale delle pensioni erogate dall’INPS e si distribuisce su circa 160 paesi, ma con una concentrazione maggiore in Europa, in Canada, USA e Australia.

Osservando il trend delle pensioni INPS pagate all’estero distribuite per aree continentali, relativo agli anni 2012-2016, il dato interessante, rilevato dal Rapporto della Fondazione Migrantes, è la forte crescita delle pensioni pagate in America Centrale e in Asia e la leggera diminuzione del numero delle pensioni pagate in Europa, mentre è più marcato il calo del numero dei trattamenti corrisposti in Oceania, in America Settentrionale e Meridionale.

I paesi con il maggior numero di pensioni INPS continuano ad essere quelli che tradizionalmente hanno rappresentato le mete preferite per gli italiani che cercavano nuove possibilità lavorative all’estero: Canada, Australia e Germania, ma anche Francia e Stati Uniti.

Il Rapporto della Fondazione Migrantes si concentra poi sulla questione delle pensionate all’estero. Se storicamente l’emigrazione delle donne è stata prevalentemente collegata al ricongiungimento familiare, negli anni, con l’emancipazione femminile, abbiamo assistito ad una sempre più diffusa partecipazione delle donne alla vita lavorativa. Quest’ultima, però, ha carattere relativamente recente e si riflette solo parzialmente sul pagamento delle pensioni all’estero che sono, per il momento, ancora fortemente influenzate dall’emigrazione più antica, i cui grandi numeri sono riconducibili principalmente al trasferimento delle donne per ricongiungimento familiare o a quello delle donne straniere che venivano sposate da emigranti italiani ed oggi percepiscono pensioni ai superstiti. La tipologia di pensione più numerosa infatti è quella ai superstiti, pari al 63,2% sul totale erogato all’estero alle donne.

Il Rapporto del 2017 riferisce che i paesi con il maggior numero di pensioni pagate alle donne rimangono quelli cosiddetti tradizionali. Con la sola esclusione di Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti, le percentuali di donne sul totale sono tutte al di sopra del 50%.

(Maria Stella Rombolà-Inform)

Foto JakeWilliamsHeckey/CC0

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