L’autorità antifrode dell’UE comincia indagine sui fondi UE in Slovacchia

L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha annunciato ieri di avere aperto un’inchiesta sui sospetti usi impropri dei fondi UE in Slovacchia, partendo dalle informazioni che il giornalista Ján Kuciak aveva rivelato nel suo ultimo articolo, che non era riuscito a portare a termine perché assassinato a febbraio insieme alla fidanzata. Kuciak aveva scritto dei legami tra mafia italiana, politici slovacchi e frodi nei sussidi agricoli comunitari in Slovacchia. OLAF, che ha sede a Bruxelles, ha confermato con una nota che dopo un esame preliminare delle informazioni a disposizione, ha dato il via a una «indagine amministrativa sul possibile abuso di fondi UE per l’agricoltura in Slovacchia», iniziando dalle questioni «recentemente venute alla luce grazie al lavoro del giornalista investigativo Jan Kuciak».

Proprio sulla base di quell’ultimo articolo, e della gravità delle relazioni pericolose là riportate di alcune famiglie di calabresi residenti della Slovacchia orientale, erano stati arrestati e poi rilasciati sette cittadini italiani sospettati di avere a che fare con l’omicidio. Gli stessi che hanno fatto affari lucrosi con i sussidi agricoli nell’est del paese negli ultimi dieci anni.

L’Ufficio antifrode dell’UE aveva annunciato a fine marzo dell’intenzione di verificare gli elementi per una eventuale indagine a tutto campo sulla gestione dei contributi agricoli in Slovacchia, dopo che una delegazione di deputati del Parlamento europeo l’aveva, dopo una visita in Slovacchia l’8 e 9 marzo, invitato a indagare su abusi “sistematici” di fondi.

(Red)

Foto ec.europa.eu

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