Il Partito nazionale dubita del premier Pellegrini, chiede incontro risolutore

Nel tardo pomeriggio di ieri il dipartimento di polizia ha reso noto con uno scarno comunicato che il capo della polizia Tibor Gaspar ha rassegnato le dimissioni in via ufficiale. L’altro ieri, poche ore dopo avere negato un suo possibile passo indietro a seguito dell’addio del nuovo ministro degli Interni, Gaspar aveva dovuto presenziare a una conferenza stampa in cui il primo ministro Pellegrini ne annunciava le dimissioni per il 31 maggio prossimo, dandogli il tempo di sistemare le ultime cose in ufficio e per cercare nel frattempo un sostituto. Gaspar allora aveva preannunciato che avrebbe presentato la lettera di congedo dalla sua funzione il giorno successivo, e così è stato. Le dimissioni avranno comunque validità dal 31 maggio.

Pellegrini, che dirige il ministero degli Interni ad interim dopo l’uscita del ministro Drucker, ha così inteso disinnescare una condizione altamente esplosiva sia a livello politico che nella società slovacca, in cui la richiesta della testa di Gaspar era diventata ormai un mantra. Ma non è per il momento riuscito a convincere sui modi il suo principale alleato di governo, il Partito nazionale slovacco (SNS), cui non è piaciuto il modo in cui si sono svolti i fatti degli ultimi giorni. Su richiesta della presidenza di SNS, il capo del partito Andrej Danko ha chiesto di parlare con Pellegrini per chiarire alcune questioni legate allo stile di governo, perché come partner della coalizione «non mi sento a mio agio ad apprendere delle dimissioni dei ministri e di altri alti funzionari statali dalle conferenze stampa». Il premier Pellegrini è una persona nuova per SNS, di cui il partito non conosce posizioni e valori: «potrebbero sorgere diversi problemi se la comunicazione tra SNS e il signor Pellegrini diventa complicata», e «ci sono domande che il signor Pellegrini deve darci perché ci fidiamo di lui», ha detto Danko. Tra le questioni che gli stanno a cuore, e che lui non sa come Pellegrini intende affrontare, ci sono ad esempio i migranti e la loro redistribuzione in Unione europea, ma anche altri temi caldi nella politica europea e la posizione futura della Slovacchia in UE.

Per il momento, avverte Danko, non c’è nessuna crisi, ma se le cose si aggravano siamo pronti a riaprire gli accordi di coalizione. Il presidente di SNS sembrerebbe mostrare una certa nostalgia per i tempi in cui Fico era primo ministro, dimenticandosi però la grave crisi governativa innescata da lui meno di un anno fa, e durata diverse settimane, proprio per i modi di Robert Fico di governare da solo senza prima informare gli alleati.

Una nota stampa di Most-Hid indica che l’altro alleato di governo non condivide i dubbi di SNS e non vede «alcun cambiamento nella coalizione di governo su questioni politiche chiave». Il programma di governo approvato «per noi è valido ed è inequivocabile sulla politica estera» del paese.

Il premier Peter Pellegrini e il leader di SNS Andrej Danko si devono incontrare questo pomeriggio.

(La Redazione)

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