Ultim’ora: il capo della polizia si dimetterà a fine maggio

Evidentemente la situazione era troppo ingarbugliata e deteriorata per il partito Smer, forse anche al suo interno, perché tutto rimanesse immutato. O forse si è solo giunti al paradigma gattopardesco del «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», fissato per sempre nella storia da Tomasi di Lampedusa, che impone un cambiamento, anche solo di facciata. Il capo del Corpo di Polizia Tibor Gašpar dovrà dimettersi dal suo incarico il 31 maggio. L’annuncio del primo ministro Peter Pellegrini, che si è presentato in conferenza stampa nel pomeriggio insieme a Gašpar ha sconvolto i piani di quest’ultimo di rimanere in sella nonostante tutto. Forse aveva calcato troppo la mano nel dire poche ore prima «Non mi dimetterò di mia iniziativa», sicuramente non per fare un piacere ai manifestanti che ancora domenica in 30mila ne chiedevano le dimissioni. Egli aveva aggiunto che «è il ministro degli Interni che deve assumersi la responsabilità di lasciarmi o meno a capo del Corpo di Polizia». Beh, il ministro ad interim Peter Pellegrini ha deciso di prendersi la responsabilità.

Ma non sarà così presto, perché Gašpar rimarrà al suo posto ancora un mese e mezzo, abbastanza per far continuare le proteste di piazza, e i mugugni degli alleati di governo. Proprio ieri Bela Bugar di Most-Hid, la “terza gamba” dell’esecutivo, aveva detto  che sarebbe stato più semplice trovare un nuovo ministro degli Interni se Gašpar se ne andasse, lasciando intendere che la sedia che fu di Kalinak per dieci degli ultimi dodici anni scotta, e nessuno ci si vorrebbe sedere. Anche Drucker, che non è un membro di Smer e che è stato chiamato come “crisis manager” al ministero, ha rinunciato a lottare, forse incapace di resistere alle pressioni e alle tensioni che tale incarico porta con sé in un momento così delicato per la Slovacchia, con la credibilità delle istituzioni a un livello molto basso e la rabbia della gente palpabile non solo nelle strade.

Pellegrini ha detto che lui e il capo della polizia hanno “convenuto” che le dimissioni fossero la miglior cosa per calmare le tensioni e liberare la polizia dalla pressione dei media. Gaspar però non può lasciare subito il posto perché va prima garantito che le forze dell’ordine e di sicurezza non possono essere lasciate a se stesse. «Non posso indebolire il corpo di polizia con la mia decisione», ha detto Pellegrini, aggiungendo che già alla polizia manca un vicepresidente, mentre l’altro è in congedo per malattia. In ogni caso, il premier ha ribadito che Gaspar è un professionista di altissimo livello.

Immediato il commento di Most-Hid, che considera la decisione di Pellegrini costruttiva e salutare, oltre che necessaria. «Un passo necessario anche per migliorare l’immagine distorta del corpo di polizia», dice una nota del partito della coalizione.

(Red)

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