Quattro partiti di opposizione a colloquio per un futuro governo

Aria di collaborazione nel centro-destra, dopo anni di incapacità nell’unire le forze per creare una formazione compatta capace di candidarsi a governare il paese. Venerdì i partiti di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) e OLaNO, insieme ai non-parlamentari Movimento cristiano-democratico (KDH) e al Partito delle comunità ungheresi (SMK) si sono incontrati per verificare le proprie convergenze e priorità. Malgrado abbiano opinioni diverse su alcune questioni, i colloqui sono stati descritti come fruttuosi. Al termine della riunione i loro leader, Richard Sulik, Igor Matovic, Alojz Hlina e Jozsef Menyhart, hanno detto che questi quattro partiti potrebbero costituire il nucleo di un futuro governo.

Questo incontro è la dimostrazione che «l’opposizione può negoziare e agire congiuntamente», ha detto Richard Sulik. Anche se ogni partito darà battaglia per conquistare gli elettori, c’è bisogno di una competizione corretta per poter trasformare rapidamente la cooperazione in una coalizione dopo le elezioni, ha dichiarato il leader del primo partito di opposizione. Anche Matovic di OLaNO giudica un buon segna l’incontro dei partiti di opposizione intorno a un unico tavolo «per la prima volta da molto tempo». La gente chiede alternative all’attuale governo, «e questo è un buon modo per dare alla gente una risposta», ha aggiunto.

Il presidente di KDH appena riconfermato, Alojz Hlina, è positivo rispetto all’abboccamento, dopo che già lo scorso anno alle elezioni regionali i cristiano-democratici si erano uniti a SaS e OLaNO con una intesa pre-elettorale che ha dato frutti importanti. Abbiamo mondi e vedute diverse, «ma questo non ci impedisce di sederci a un unico tavolo e cercare le cose che ci uniscono. La politica è lotta ma anche confluenze», ha detto.

Menyhart, il cui partito manca dal Parlamentodal 2010, ha detto che c’è bisogno di una piattaforma adatta per SMK, SaS, OLaNO e KDH per «discutere questioni politiche e sociali di base». Gli ungheresi che vivono in Slovacchia sono sempre stati a destra, nei momenti decisivi, e la maggior parte di loro vogliono anche una “Slovacchia dignitosa”, ha detto, facendo riferimento alle proteste in atto da un mese in Slovacchia.

(Red)


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