Oltre due terzi dei paesi hanno abolito la pena di morte

Secondo i dati degli ultimi report, sempre più paesi nel mondo riconoscono che la pena di morte mina la dignità umana e che la sua abolizione contribuisce al rafforzamento e al progressivo sviluppo dei diritti umani. Ad oggi sono 142 le nazioni che hanno in qualche modo – per legge o in pratica – abolito la pena capitale, mentre 56 la mantengono nella legislazione, anche se non tutti eseguono poi le condanne a morte.

“La pena di morte non ha posto nel ventunesimo secolo”, è ciò che aveva dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in un discorso tenuto nel 2016 durante la giornata mondiale contro le esecuzioni capitali.

I dati confermano che sempre più paesi nel mondo riconoscono come la pena di morte mini la dignità umana e come la sua abolizione, o almeno una moratoria sul suo uso, contribuisca al rafforzamento e al progressivo sviluppo dei diritti umani.

La tendenza alla pena capitale è infine invertita, con un significativo calo delle condanne a morte e delle esecuzioni in tutto il mondo. Il declino più significativo è stato registrato in Africa, con la Guinea che è diventata il ventesimo stato nella regione sub-sahariana ad abolire la pena di morte per tutti i reati.

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Amnesty International lo scorso 12 aprile ben 106 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato, 7 paesi l’hanno abolita salvo che per reati eccezionali. 29 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni.

In totale 142 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica e sono 56 i paesi che invece mantengono in vigore la pena capitale, ma il numero di quelli dove le condanne a morte sono eseguite è molto più basso.

Purtroppo però, 4 paesi sono responsabili dell’84 per cento di tutte le condanne a morte registrate fino a dicembre 2017. […]

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Camera della morte, Oklahoma/Usa
Josh Rushing cc by nc sa

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