A inizio 2019 sarà pronto il Museo dell’Olocausto

La costruzione del Museo dell’Olocausto a Sereď (regione di Trnava) è prevista concludersi all’inizio del 2019 con il restauro dei cinque edifici dell’ex campo di concentramento della seconda guerra mondiale. Il direttore del Museo della cultura ebraica, Pavol Mestan, sotto il quale ricade il museo, ha detto che ora si sta lavorando all’edificio numero 3, che sarà dedicato alla vita nel campo di Sered. «Ho pensato che fosse molto importante mostrare come vivevano queste persone. Oltre agli alloggi, ci saranno i laboratori in cui gli internati lavoravano e i giacigli di paglia su cui stavano prima delle deportazioni, quando non erano più persone ma solo “resti” di persone». La mostra sarà probabilmente inaugurata il 9 settembre, in occasione della Giornata delle vittime dell’Olocausto e della violenza razziale.

Il nuovo ministro della Cultura Lubica Lassakova (Smer-SD) si è recato al museo di Sereď per verificare lo stato dei lavori. Il Museo dell’Olocausto ha una grande importanza e gode del pieno sostegno del ministero, ha detto. Quest’anno il dicastero ha stanziato 850mila euro per il restauro, portando la somma per la ricostruzione a 7,5 milioni di euro. Lassakova ha notato che la profondità di questo museo «deriva dal fatto che sono in esposizione oggetti che sono stati di proprietà di persone reali, molti pochi dei quali sono sopravvissuti per vedere questo giorno».

Obiettivo del futuro museo è quello di offrire una visione complessa di come funzionava il campo, di come venivano equipaggiati i laboratori di falegnameria, tessile, cappelleria, cuoio e giocattoli che producevano per le agenzie governative e per il mercato civile e in che modo venivano ospitati i prigionieri. Ci sarà anche una mostra incentrata sulle persecuzioni, in modo che le persone si rendano conto di cosa fosse realmente l’Olocausto.


L’ingresso del campo di lavoro di Sereď (memorialmuseums.org)

Durante il cosiddetto processo di “arianizzazione”, il campo di Sereď ricevette gli ebrei dalla Slovacchia, dopo che le loro proprietà furono confiscate e ridistribuite tra la popolazione slovacca. All’inizio era un campo di lavoro forzato per ebrei, istituito alla fine del 1941, poi un campo di transito e in seguito, dopo il fallimento della Rivolta nazionale (SNP), un campo di concentramento. Molti prigionieri sono riusciti a fuggire e unirsi agli insorti nel centro della Slovacchia. Il campo di Sereď era sorvegliato da membri della Guardia di Hlinka, un’organizzazione paramilitare di destra.

Non era un campo di sterminio sistematico, ma in un luogo del campo i prigionieri venivano costretti a camminare o a correre a volte per tutta la notte. Chi non era in grado di tenere il passo veniva ucciso. Nella prima fase delle deportazioni di massa, dalla primavera del 1942, furono organizzati 57 trasporti dalla Slovacchia con oltre 57.000 ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti in Germania, Austria e nella Polonia occupata. Tra il 1942 e il 1944 più di 10.000 ebrei furono inviati da Sereď ai campi di sterminio, principalmente a Terezín (oggi in Repubblica Ceca). Nella seconda fase, dal settembre 1944 al marzo 1945, a Sereď furono imprigionati circa 12.000 ebrei. Delle migliaia di bambini che sono passati di qui, ne sono sopravvissuti solo un centinaio. L’ultimo trasporto partì da Sereď il 31 marzo 1945. Circa 16.000 ebrei passarono attraverso il campo di Sereď durante la seconda guerra mondiale. Il 1° aprile 1945 l’esercito sovietico liberò il campo. Dei tre campi per ebrei situati in Slovacchia – Nováky, Vyhne e Sereď – solo l’ultimo è stato conservato, utilizzato successivamente come caserma dell’esercito.

 

Il Museo dell’Olocausto di Sereď, il primo in Slovacchia, è stato inaugurato a gennaio 2016 e fa parte del Museo della Cultura ebraica di Bratislava, che a sua volta è inserito nella rete del Museo Nazionale Slovacco (SNM). Si trova nell’ex caserma del campo di lavoro e di concentramento. Tre degli edifici del museo sono stati ricostruiti e due ospitano mostre permanenti, dedicate a un tema specifico. Il primo si concentra sulla soluzione del “problema ebraico” in Slovacchia tra il 1938 e il 1945. Il secondo è dedicato agli ebrei slovacchi assassinati, con una mappa dei campi di concentramento nazisti in cui sono stati deportati. L’ultima mostra si concentra sulle persone che hanno aiutato gli ebrei durante la seconda guerra mondiale e ha ricevuto il titolo di “Giusti tra le nazioni”.

Il museo espone documenti d’epoca, fotografie e articoli relativi alla persecuzione degli ebrei in Slovacchia. Uno degli oggetti esposti è un carro bestiame usato per deportare ebrei nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz. Il museo organizza anche attività educative. Si stima che fino ad ora più di 34.000 persone hanno visitato le mostre e più di 18.000 studenti di tutta la Slovacchia hanno partecipato ai suoi programmi educativi. L’apertura del Museo e Centro educativo dell’Olocausto è prevista per il 26 gennaio 2019. Tutte le informazioni sono disponibili anche in inglese e con la prenotazione anticipata è possibile effettuare visite guidate in inglese. Il museo è considerato un monumento agli ebrei slovacchi assassinati. «Questo luogo deve tremare all’infinito affinché le persone scoprano ciò che h visto e sentito, e quante lacrime e quanto sangue ha assorbito», ha detto uno dei sopravvissuti.

(Red, fonte Buenas dias Eslovaquia)

 


Foto Bratislavsky kraj cc by

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