Il ministro degli Interni Drucker lascia dopo sole tre settimane

Inaspettatamente, oggi pomeriggio il ministro degli Interni Tomáš Drucker ha annunciato le proprie dimissioni. Aveva accettato l’incarico appena tre settimane fa, dopo essere stato per due anni a capo del dicastero della Salute. Drucker ha detto di non sentirsi a suo agio in questa funzione, per le forti pressioni ricevute da diverse parti – tra cui il presidente della repubblica Andrej Kiska, i politici all’opposizione e i manifestanti in piazza – che gli chiedevano di licenziare il capo della polizia slovacca Tibor Gašpar, una mossa per la quale, tuttavia, non vedeva ragioni sufficienti. il ministro ha detto che ci sarebbero invece motivi che potrebbero suggerire a Gaspar di dimettersi da solo, come la divisione nella società slovacca, ma Drucker crede che questa dovrebbe essere una sua decisione personale. «Non sarebbe né corretto né giusto» forzarlo a lasciare l’incarico, ha detto Drucker, e non mi sento in grado di svolgere il compito di “pacificare la società” dato che non credo sia giusto allontanare questa persona dalla sua funzione. In queste circostanze, «non ho il diritto di rimanere nella carica di ministro degli Interni. Quindi, ho deciso di consegnare le mie dimissioni al presidente», ha concluso Drucker, che lascia la carriera politica per tornare a vita privata.

Gašpar, uomo chiave del precedente ministro degli Interni Robert Kalinak, è criticato dai media e dall’opposizione perché durante il suo ‘regno’ sono venuti alla luce diversi grandi scandali che non sono stati risolti, come presunti legami tra politici e imprenditori colpevoli di grandi frodi o con affaristi molto controversi. Gašpar è anche stato investigato dal giornalista Ján Kuciak, ucciso in febbraio, per i suoi presunti legami con oligarchi locali, motivo per cui una buona parte dell’opinione pubblica dubita che l’indagine sulla morte di Kuciak possa essere condotta in maniera completa e indipendente.

Domenica 15 aprile a Bratislava oltre 30.000 persone hanno chiesto il licenziamento di Gašpar. Poche ore prima, al programma V Politike del canale tv privato TA3, il premier Pellegrini aveva difeso l’onore del funzionario, dicendo che la polizia non aveva mai raggiunto risultati così buoni come sotto la direzione di Gaspar, e le statistiche sulla criminalità stanno lì a dimostrarlo. La Slovacchia «è tra i paesi più sicuri al mondo grazie al lavoro degli agenti di polizia e del corpo di polizia», ha sostenuto Pellegrini, e «Tibor Gaspar è un professionista di alto livello». A parole, il premier ha detto di essere pronto ad accettare qualunque decisione avrebbe preso sul futuro di Gaspar il ministro degli Interni Drucker. Ma nei fatti, un tale endorsement avrebbe potuto anch’esso pesare sulla risoluzione di Drucker di lasciare il posto.

(Red)

Foto eu2016.sk CC0

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