Un altro raduno ieri “Per una Slovacchia dignitosa”

Anche domenica sono scese in piazza a Bratislava alcune decine di migliaia di persone per chiedere il licenziamento del capo della polizia Tibor Gaspar e del procuratore speciale Dusan Kovacik. Secondo diverse fonti erano circa 30-35.000 persone quelle che si sono radunate in piazza SNP ieri pomeriggio ancora sotto il motto “Per una Slovacchia dignitosa”.

I numerosi relatori che si sono succeduti sul palco della piazza simbolo della Rivoluzione di velluto hanno detto che è essenziale che quelle due persone siano estromesse dai loro incarichi se si vuole davvero ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica nelle istituzioni dello Stato. Sotto la guida di Gaspar e Kovacik, hanno detto, sostenuti dai manifestanti, la polizia e l’ufficio del procuratore speciale hanno a lungo ignorato i casi più eclatanti e scandalosi di corruzione agli alti livelli.

Posted by Ivor Švihran on 15. apríl 2018

Gaspar è stato inoltre criticato per l’indagine in corso sugli omicidi del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata Martina Kusnirova, e per la fuga del capo della malavita della Slovacchia orientale Robert Okolicany, che la polizia si è fatta scappare da sotto il naso la scorsa settimana dopo la sua condanna definitiva all’ergastolo. Alla manifestazione si è inoltre chiesto di dare indipendenza all’ispettorato di polizia, e al sistema di selezione degli alti funzionari del Corpo di polizia e della Procura penale speciale.

Uno degli speaker, il giornalista Marian Lesko, ha detto che «se il presidente della polizia Tibor Gašpar e il procuratore speciale Dušan Kováčik avessero davvero fatto il loro lavoro, non ci sarebbe stato bisogno dei giornalisti per conoscere i sospetti su persone importanti. Ma poiché non hanno fatto il loro lavoro e non lo fanno, vogliono continuare a fingere di prendere sul serio le scoperte dei giornalisti».

L’inno nazionale slovacco, divenuto uno dei momenti più emozionanti di queste proteste, è stato cantato anche ieri da Juraj Benetin, della band Korben Dallas, seguito da tutti i partecipanti alla manifestazione.

Nuove regole di selezione del presidente del Corpo di Polizia sono già in corso di lavorazione, e il ruolo del ministro degli Interni sarà ridimensionato nel nuovo processo che dovrà passare l’esame della commissione parlamentare difesa e sicurezza. Le modifiche dovrebbero entrare in vigore da ottobre. La questione è se l’attuale capo della polizia Tibor Gaspar rimarrà al suo posto fino ad allora. Il ministro degli Interni Tomas Drucker aveva promesso la scorsa settimana di rispondere alla domanda di licenziamento del capo della polizia, prima di essere ricoverato per un’ernia del disco cervicale. Oggi, però, Drucker ha annunciato le sue dimissioni da ministro, senza licenziare Gaspar. Proprio ieri, il nuovo premier Peter Pellegrini aveva lodato la professionalità di Gaspar e affermato che la fiducia nella polizia è in crescita continua, perché «la Slovacchia è tra i paesi più sicuri al mondo» grazie al lavoro dei nostri agenti, una cosa dimostrata da «diversi indicatori delle statistiche sulla criminalità». Pellegrini ha tuttavia detto che avrebbe rispettato qualunque scelta avrebbe preso il ministro degli Interni Drucker.

L’11 aprile gli organizzatori delle proteste avevano scritto una lettera aperta al Parlamento europeo nella quale chiedevano di includere tre punti specifici in una risoluzione sulla Slovacchia che sarà approvata a Strasburgo il 19 aprile. In primo luogo, l’Europarlamento dovrebbe avviare la creazione di una squadra investigativa internazionale in collaborazione con Europol per garantire un’indagine giusta e trasparente sugli omicidi di Kuciak e Kusnirova, rivolgendosi al procuratore generale slovacco, al presidente della polizia e al Parlamento slovacco. La seconda richiesta riguarda la verifica da parte dei deputati europei delle misure specifiche adottate dal nuovo governo slovacco in seguito alle raccomandazioni della missione investigativa di due giorni del Parlamento europeo in Slovacchia. E infine, i firmatari chiedono al Parlamento europeo di approvare un’indagine esterna e indipendente sull’abuso delle risorse finanziarie dell’UE in Slovacchia, in particolare nel settore agricolo.

La scorsa settimana gli organizzatori dei raduni “Per una Slovacchia dignitosa” hanno presentato una denuncia al ministero degli Interni in relazione alla procedura di registrazione di un partito con lo stesso nome con il quale non hanno nulla a che fare, e che loro ritengono un tentativo di abusare della legge e di sfruttare uno slogan divenuto molto popolare e rappresentativo dei sogni della gente. Si augurano dunque che il ministero dell’Interno, come autorità pubblica, considererà l’intera situazione «non solo da un punto di vista formale», ma dando anche un giudizio morale di chi se ne infischia del copyright e delle buone maniere. Proprio sul copyright gli organizzatori delle proteste stanno cercando di correre ai ripari, tentando di registrarlo come marchio presso l’Autorità per la proprietà intellettuale. Il ministero degli Interni ha confermato di avere ricevuto l’avviso della creazione di un comitato per la formazione di un partito con quel nome, ma che nessun partito è stato ancora registrato. Per la registrazione ufficiale di una nuova formazione politica è necessario raccogliere almeno 10mila firme. Ma in Slovacchia è anche piuttosto popolare un altro sistema: l’acquisto dai rappresentanti legali di un partito esistente, e cambiargli il nome.

(Red)

Foto FB/zaslusneslovensko

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