UE, la frattura tra Est e Ovest è destinata ad accentuarsi

Il recupero di una solida intesa franco-tedesca per rilanciare l’Europa continua a dimostrarsi un esercizio acrobatico: almeno finora l’arrivo di Macron all’Eliseo non ha fatto miracoli. Di Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore.

Intanto, più passa il tempo e passano le elezioni e più sembra diventare altamente improbabile la costruzione di un robusto ponte tra l’Est e l’Ovest dell’Unione. Chi sperava che le elezioni avrebbero ridimensionato il partito e il Governo di Viktor Orban si è sbagliato di grosso: l’Ungheria gli ha regalato il terzo mandato consecutivo confermandogli una maggioranza parlamentare di due terzi. Il che significa quattro cose: 1) mano libera nelle riforme del paese, 2) clamorosa sconfitta di Bruxelles e dei suoi altolà contro i rischi di una sua involuzione autoritaria, 3) continuità della politica antagonista di Orban in Europa puntando a un modello alternativo all’attuale, 4) rafforzamento della sua leadership sul fronte orientale in nome di un nazionalismo identitario che si vuole propulsore della lotta contro globalizzazione, multiculturalismo e immigrazione e al tempo stesso fautore del rimpatrio di sovranità nazionale, all’inglese.

La forza eversiva del messaggio è evidente ma, dopo la grande vittoria di domenica, acquista una forza di attrazione e influenza culturale che supera le frontiere dell’Est per corroborare piccoli e grandi nazionalismi che crescono dovunque nell’Unione: dall’Austria, all’Olanda, dalla Scandinavia alla Germania passando per Francia e Italia. «Di questo passo le europee del 2019 potrebbero sancire il trionfo delle forze anti-Ue», prevede un esperto di lungo corso. Di sicuro per ora la netta affermazione di Orban promette di approfondire incomprensioni, diffidenze e recriminazioni che da qualche anno inquinano i rapporti Est-Ovest. A dividere c’è molto di più dell’“egoismo” manifesto sull’accoglienza dei migranti o delle sospette derive autoritarie delle democrazie a Budapest e Varsavia, che indignano Bruxelles e dintorni.

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Foto Jeffrey Rowland CC BY

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