Caso Skripal, parlamentari slovacchi contrari a sanzioni alla Russia

La commissione parlamentare Esteri ha audito ieri il ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajcak, ascoltando le azioni intraprese dalla Slovacchia dopo l’attentato alla vita dell’ex spia russa Sergej Skripal in Gran Bretagna con un agente nervino. La commissione ha poi respinto una proposta della presidente Katarina Csefalvayova, deputata del partito di governo Most-Hid, che voleva chiedere al governo di ottemperare ai principi di solidarietà con i partner strategici indicata nel programma del governo, esprimendo maggiore solidarietà con Londra, che ha incolpato la Russia per l’attacco a Skripal e sua figlia Yulia. La proposta è stata respinta, osserva Tasr, nonostante la commissione Esteri sia l’unica in cui l’opposizione ha la maggioranza. I deputati hanno respinto anche un’altra proposta di condanna dell’uso di gas nervini sul territorio di uno stato alleato.

Il ministro Lajcak ha rassicurato i parlamentari sulla ferma e inequivocabile condanna espressa dalla diplomazia slovacca rispetto all’attentato, considerandolo una violazione della Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, sulla solidarietà garantita a Londra e sulla negazione delle affermazioni del ministero degli Affari Esteri russo secondo cui l’agente nervino avrebbe potuto provenire dalla Slovacchia. Mosca, ha detto Lajcak, si è scusata per aver fatto tali illazioni. Il ministro ha spiegato di avere fatto convocare l’ambasciatore russo a Bratislava per chiedergli spiegazioni, e poi di avere richiamato quello slovacco in Russia per consultazioni in patria, un atto che lui considera molto grave.

La presidente della commissione, Csefalvayova, si è detta rattristata delle risposte slovacche sul caso, troppo vaghe e inadeguate alla gravità della situazione, «come se fossimo [in mezzo] tra l’Unione europea e la Russia».

La Gran Bretagna e numerosi altri paesi occidentali e dell’Ue hanno espulso un certo numero di diplomatici russi come protesta nei confronti del presunto coinvolgimento di Mosca nell’avvelenamento di Skripal, e tra essi anche Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, i paesi di più stretta cooperazione economica e politica con la Slovacchia. Bratislava non ha voluto fare alcuna espulsione, seguita in questo atteggiamento da un numero ridottissimo di membri dell’Unione.

(Red)

Foto NJNG cc by nd

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