Il veto dello Stato impedisce l’aumento del gas domestico di SPP

Il rischio per le famiglie slovacche di subire un aumento nel prezzo del gas domestico a partire da Gennaio 2011 è stato sventato. Lo Stato – il maggiore azionista della utility del gas slovacca Slovensky Plynarensky Priemysel (SPP) – ha bocciato la proposta del management dell’azienda (che voleva un incremento del 13,4%) usando lo strumento introdotto dal precedente Governo di Rober Fico (Smer-SD), e che il nuovo Ministro dell’Economia Juraj Miskov (SaS) voleva invece abrogare: il diritto di veto.

I rappresentanti dello Stato hanno dunque fermato, nell’Assemblea generale di SPP che si è svolta questa mattina, la proposta prima ancora che fosse presentata all’Autorità di regolamentazione delle industrie di rete (URSO). «Non può essere il cliente a pagare per una cattiva gestione finanziaria della direzione di SPP», ha sottolineato il portavoce del Ministero dell’Economia, Robert Merva. Il Ministro Miskov vorrebbe annullare la legge che assicura il veto, lasciando che il processo decisionale sia gestito esclusivamente dall’Autorità indipendente URSO.

Gli azionisti di SPP sono lo Stato slovacco con il 51%, detenuto dal Fondo di proprietà nazionale e il consorzio Slovak Gas Holding,  composto dalle società E. ON Ruhrgas e GDF Suez che detengono il resto (49%). Il management di SPP, in particolare la minoranza del consorzio di aziende estere, ha lamentato che nessuna azienda si può permettere di vendere merci sottocosto a lungo, e in questo modo l’utility perderà molti milioni di euro.

L’ultima modifica nel prezzo del gas era stata realizzata all’inizio dell’anno, quando fu diminuito del 5,13%.

(Fonte TASR)

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