Kiska incontra il presidente ceco Zeman sui Tatra, si rivedranno per il centenario

Come da tradizione, il primo viaggio all’estero del recentemente rieletto presidente ceco Milos Zeman si è svolto la scorsa settimana in Slovacchia, incontrando il suo omologo slovacco Andrej Kiska sui monti Tatra. I due capi di Stato hanno discusso, a 25 anni dalla scissione della Cecoslovacchia, dello stato eccellente delle reciproche relazioni tra i due paesi e di un ulteriore sviluppo della cooperazione bilaterale.

Hanno inoltre parlato di altre questioni anche internazionali, come il caso Skripal che ha provocato uno scossone nei rapporti diplomatici tra l’Europa e la Russia. Entrambi i paesi erano stati citati dal ministero degli Esteri russo quali potenziali fonti di provenienza del gas nervino Novichok che ha avvelenato l’ex spia russa Sergej Skripal e la figlia in Gran Bretagna. Diverse tuttavia le reazioni di Praga e Bratislava alle richieste di solidarietà inviate da Londra: i cechi hanno espulso dal paese due diplomatici russi, mentre la Slovacchia si è limitata a richiamare in patria l’ambasciatore per consultazioni. Kiska ha sottolineato che «gli alleati si aspettano da noi un gesto simbolico di affidabilità e fiducia», e si è detto dispiaciuto che tra i quattro paesi del Gruppo di Visegrad solo la Slovacchia non ha espulso alcun diplomatico russo.

Una parte dell’incontro è stata dedicata al centenario dalla nascita della Cecoslovacchia, nel 1918, che i due paesi si accingono a celebrare congiuntamente quest’anno. «Il centenario della Cecoslovacchia dà l’occasione per celebrazioni e ricordi di ciò che i due paesi hanno fatto assieme», ha detto Kiska, accettando l’invito a Praga per il 28 ottobre (giornata del centenario). Il presidente slovacco, di rimando, ha invitato Zeman a Martin il 31 ottobre, per ricordare la firma il quella città il 30 ottobre 1918 della Dichiarazione del popolo slovacco, dove di fatto la Slovacchia esprimeva la propria indipendenza dall’Ungheria e si univa alle terre ceche nel nuovo Stato appena costituito. In occasione del centenario, i due capi di Stato organizzeranno anche un viaggio in comune con un “treno presidenziale” dalla città morava di Brno a Bratislava per «ricordare i bei vecchi tempi» della prima repubblica che tra le due guerre divenne un paese di grande rilevanza nel continente. Zeman, noto per le sue simpatie per Mosca, ha notato i tanti misteri e incongruenze che circondano la faccenda, e ha detto che lui aveva dubbi sull’espulsione di diplomatici, ma rispetta la divisione dei poteri in base alla quale la misura è stata decisa dal governo.

Il presidente Zeman ha invitato il collega a risolvere quello che ha definito l’«ultimo problema ceco-slovacco»: l’istituzione di un centro culturale per i cechi in Slovacchia simile alla casa slovacca esistente a Praga. Il governo ceco ha costruito questa con un contributo di 9 milioni di corone ceche (355.000 euro), ora tocca agli slovacchi fare lo stesso a Bratislava, ha detto. Kiska ha assicurato il suo impegno a far sì che il progetto sia realizzato.

(La Redazione)

Foto FB/AndrejKiska

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