Manifestanti beffati, un nuovo partito usa il nome “Per una Slovacchia dignitosa”

Mentre decine di migliaia di persone si ritrovavano sulla piazza SNP di Bratislava per far tintinnare le chiavi e chiedere decenza alla classe politica, qualcuno nell’ombra creava un nuovo partito con il nome Za slušné Slovensko (Per una Slovacchia dignitosa), lo stesso usato nelle enormi manifestazioni dell’ultimo mese nate sull’onda dell’indignazione per l’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak e delle fidanzata Martina Kusnirova. L’annuncio della nascita del partito è stata pubblicata sul sito del ministero dell’Interno, ma gli organizzatori della omonima iniziativa che ha messo insieme grandi raduni di folla non c’entrano niente e annunciano querele. Per la registrazione ufficiale del partito dovranno ora essere raccolte almeno 10mila firme. L’iscrizione presso il ministero degli Interni dà ora tempo 180 giorni al comitato costitutivo per presentare le firme.

L’atto costitutivo del partito Za slušné Slovensko è firmato da tre persone: Radko Olej, Peter Hradon e Magda Zeleznakova, quest’ultima in passato redattrice televisiva della rete pubblica RTVS (allora solo STV) e poi portavoce dell’ex ministro dell’Agricoltura (2012-2016) Lubomir Jahnatek nel governo monocolore Smer-SD. Sentita dai media, Zeleznakova nega le accuse di uso improprio di un marchio. «Siamo dispiaciuti per l’equivoco, ma abbiamo sentito la necessità di agire rapidamente, dopo le notizie poco chiare sulla conclusione delle manifestazioni», ha detto Zelenakova. In effetti le proteste erano state sospese dopo l’avvio del nuovo governo, a seguito del rimpasto che ha visto uscire dall’esecutivo due pezzi da novanta di Smer, il ministro degli Interni Robert Kalinak e il primo ministro Robert Fico, entrambi apparentemente eterni nelle loro posizioni. Salvo decidere di riprenderle con immutata partecipazione per l’inerzia del gabinetto nelle epurazioni richieste nei vertici della polizia.

I tre membri del comitato costitutivo del partito hanno ora inviato una lettera al team organizzativo delle proteste invitando a unire le forze perché «siamo sulla stessa barca». Il nostro obiettivo è quello di «attivare la voce delle persone dalle strade in politica», dice un passo del testo. Juraj Selig, uno degli organizzatori delle manifestazioni Za slušné Slovensko, ha affermato tutta la sua sorpresa per l’iniziativa, etichettata come una azione “parassita”, e ha confermato di avere incaricato degli avvocati per dirimere la questione. A fare più male agli organizzatori delle proteste è il fatto che avevano più volte detto di non avere intenzione di fondare un partito politico, «e poi qualcuno arriva e sfrutta questo marchio» in modo riprovevole.

(Red)

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