La Fondazione Zastavme korupciu accusa la polizia di manipolare le statistiche

Secondo la Fondazione Zastavme korupciu – “Fermiamo la corruzione” – le statistiche sulla criminalità della polizia slovacca sono manipolate per dare più prestigio alle autorità di pubblica sicurezza nella ricerca dei rei di gravi crimini. Il maquillage dei numeri (qui l’ultimo rapporto per il 2017) è stato testimoniato da 16 poliziotti esperti che hanno accettato di parlare anonimamente alla fondazione dopo essere stati puniti dai superiori e sono dovuti in parte ritornare forzatamente a vita civile. Tutti e 16 i testimoni, due terzi dei quali ancora nei ranghi di polizia, si son lamentati delle nomine politiche degli alti dirigenti e ritengono impossibile immaginare di inquisire uno di loro nella situazione attuale. In ogni caso, l’idea che i numeri sui risultati della polizia siano taroccati non è nuova, come raccontava Pravda già nel 2013.

Il presidente della fondazione Pavol Sibyla ha detto in una conferenza stampa che sono stati selezionati gli agenti «che ritenevamo attendibili», e le loro testimonianze «erano davvero approfondite. Ci sono volute diverse ore per ciascuna e qui presentiamo solo le cose su cui tutti hanno concordato». La manipolazione avverrebbe tramite l’esagerazione o la sottovalutazione dei crimini indagati. Ad esempio, ha detto Sibyla, un furto di una cassetta di mele da parte di alcuni giovani arrestati dopo il crimine è stata classificata come “furto con scasso”, giustificando la decisione con il fatto che i ladri hanno dovuto strisciare sotto una recinzione per riuscire a prendere il bottino. Mentre il caso di un senzatetto che è stato trovato morto con la gola tagliata è stato etichettato “incidente”, in quanto gli agenti sapevano che sarebbe stato quasi impossibile trovare l’assassino.

Inoltre, molti agenti si autocensurano, e stanno alla larga da casi politicamente sensibili. Questi casi sono al tempo stesso affidati a investigatori specifici dai superiori nominati dai politici. Secondo Sibyla, uno dei dirigenti della polizia ha un investigatore nel suo dipartimento che ha dovuto chiudere il 90% dei casi per mancanza di prove sufficienti. Il problema, ha sottolineato, è che mancano le competenze necessarie o semplicemente già sapeva qual era il risultato auspicato dai superiori. Uno dei poliziotti intervistati dalla fondazione ha confessato di non fidarsi nemmeno dell’ispettorato degli affari interni del ministero dell’Interno.

Il corpo di polizia ha risposto definendo il rapporto, realizzato da Zastavme korupciu insieme al settimanale Trend, «falso e fuorviante» e un attacco mirato alla polizia allo scopo di nuocere al capo della polizia Tibor Gaspar. Una nota dell’ufficio stampa della polizia ha sottolineando che la polizia non può manipolare il numero di incidenti stradali, furti, omicidi e altri crimini. Dopo le dimissioni dell’ex ministro Robert Kalinak, chieste da tempo da tutta l’opposizione e da frange sempre più numerose di gente comune, il nuovo ministro degli Interni Tomas Drucker ha dichiarato di voler fare chiarezza su eventuali responsabilità relativamente alle accuse di collusione e coperture politiche, e si è riservato di decidere se licenziare Gaspar e i vertici dell’Agenzia nazionale anticrimine (NAKA). Il capo dell’unità anticorruzione della NAKA, Robert Krajmer, ha invece deciso di non attendere oltre e si è fatto da parte qualche giorno fa, lamentando accuse contro la sua famiglia. Il nuovo primo ministro Peter Pellegrini ha detto anche ieri che Drucker ha carta bianca nella faccenda, e può decidere in totale autonomia cosa fare con la dirigenza della polizia.

(Red)

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