Embraco, siglato a Torino l’accordo: niente licenziamenti nel 2018

Passo avanti della vertenza Embraco, l’azienda che aveva deciso la chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri, vicino a Torino, per delocalizzare la produzione all’estero, si diceva presumibilmente in Slovacchia. I sindacati e l’azienda brasiliana del gruppo Whirlpool hanno trovato un accordo per congelare, almeno fino alla fine del 2018, i 497 licenziamenti annunciati. L’intesa include, inoltre, l’attivazione di un percorso di reindustrializzazione della fabbrica di compressori per frigoriferi. Il futuro del sito sarà discusso per la prima volta in un incontro già convocato dal Ministero dello Sviluppo economico lunedì 9 aprile.

L’accordo, firmato all’assessorato regionale al Lavoro del Piemonte, stabilisce incentivi all’esodo volontario dei lavoratori della Embraco. Il bonus è progressivo e ammonta a 60 mila euro per chi deciderà di lasciare l’azienda entro aprile, 50 mila euro per coloro che lo faranno entro maggio, 35 mila euro per il periodo giugno-agosto e 30 mila euro per chi lo farà nel restante periodo fino a dicembre. “Oggi abbiamo adempiuto a una parte dell’accordo complessivo che, per quanto concerne l’obiettivo della Uilm, vale una percentuale minima del percorso che abbiamo impostato, e che vede la necessità di avere il supporto delle istituzioni”, commentano Dario Basso, segretario della Uilm di Torino, e Vito Benevento, responsabile Embraco per la Uilm.

La reindustrializzazione

Per verificare i progressi nella reindustrializzazione sarà istituita una commissione paritetica, che sarà convocata successivamente all’incontro al Mise e che si riunirà periodicamente. La commissione dovrà garantire anche che vengano attivati tutti gli strumenti possibili a disposizione delle istituzioni per garantire il lavoro. «Il 9 aprile – commenanto Lino La Mendola, della segreteria Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per la Fiom – ci aspettiamo che si entri nel merito dei progetti industriali e che finalmente si materializzino i potenziali investitori per capire chi sono, che cosa vogliono fare, con quali risorse economiche e quanti addetti saranno coinvolti, fermo restando la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori». I metalmeccanici della Cgil chiedono «il rispetto degli impegni assunti nel verbale del 2 marzo da tutti i soggetti coinvolti a partire dalle istituzioni nazionali e locali e Whirlpool Embraco».

La delocalizzazione

A gennaio Embraco aveva annunciato i licenziamenti e la chiusura dello stabilimento torinese, dopo aver preso la decisione di delocalizzare la produzione in Slovacchia. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, era sceso direttamente in campo scrivendo alla Commissione Ue affinché verificasse eventuali aiuti di Stato illegittimi da parte del Paese dell’Est europeo. Lo stabilimento occupa 537 dipendenti.

(La Stampa, cc by nc nd)

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