Imu, Tasi e Tari per gli italiani residenti all’estero

Se risiedono all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi, i cittadini italiani dovrebbero iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire), istituita con legge 470/1988; tale iscrizione è infatti un diritto-dovere del cittadino, permette di usufruire dei vari servizi delle Rappresentanze consolari all’estero ed è ora anche richiesta come condizione per la tassazione agevolata degli immobili posseduti in Italia dagli stessi soggetti. La Legge 80/2014 prevede che “a partire dall’anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.”, mentre sulle stesse unità immobiliari “le imposte comunali Tari e Tasi sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi”. Quindi dal 2015, per i soggetti Aire l’immobile in Italia si può considerare abitazione principale solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza (e non in Italia) e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.

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