Pellegrini a palazzo, consegna la nuova lista dei ministri a Kiska

Come da programma, il primo ministro designato Peter Pellegrini (Smer-SD) ha consegnato questa mattina al presidente Andrej Kiska la lista aggiornata dei candidati alle nomine di governo. Tra i nomi dei ministri uno solo è nuovo: Andrea Kalavska, che da sottosegretario passa di grado al ministero della Salute. Mentre il suo capo Tomas Drucker viene spostato alla guida degli Interni, al posto del precedente candidato Jozef Raz Jr. che il capo dello Stato aveva mostrato di non gradire. L’intento di Kiska è quello di ripristinare la fiducia popolare nell’istituzione governativa, dopo la grave perdita di credibilità subita nelle ultime settimane dal terzo esecutivo di Robert Fico e le proteste di piazza che continuano a chiedere di andare al voto anticipato.

Uscendo dal palazzo presidenziale, Pellegrini ha accennato ai media di non essere convinto «che non c’è nulla che impedisca al presidente di annunciare la data per la nomina del nuovo governo». Una frase che rimanda a quanto detto ieri in conferenza stampa. Il premier incaricato, in maniche di camicia e senza cravatta, aveva evitato di commentare la decisione di Kiska di rigettare la nomina nella formulazione presentatagli, ma si era augurato che questo non fosse «un precedente» che il capo dello Stato si riservi di utilizzare anche in futuro. Se così fosse, significherebbe che il presidente non rispetta la proposta di squadra di governo che è il prodotto di una discussione all’interno della coalizione di partiti che gode tutt’ora della maggioranza parlamentare. Più che augurio, una minaccia, sicuramente dettata dalla linea dura del partito guidato ancora da Robert Fico, che con Kiska non è mai stato tenero.

Pellegrini ha poi detto che il nuovo ministro degli Interni, Tomas Drucker, avrà un compito piuttosto complicato, poiché il dipartimento degli Interni è ampio e complesso, ma lui ha fiducia nelle ottime qualità manageriali di Drucker.

Tutte le posizioni apicali del nuovo gabinetto sono state discusse all’interno della coalizione che sostiene il governo, formata dai partiti Smer-SD, Partito nazionale slovacco (SNS) e Most-Hid, che hanno concordato sui nomi. Anche il leader di SNS Andrej Danko ha fatto sentire la sua voce poco fa, dichiarando che non dovrebbero esserci più ostacoli che impediscano al presidente Kiska di nominare il nuovo governo. Anche il presidente, ha detto, «è consapevole di dover fare tutto il possibile per far funzionare di nuovo il governo». Da parte sua, lui è pronto, come presidente del Parlamento, a convocare una seduta parlamentare straordinaria per arrivare entro poche ore al voto di fiducia nel nuovo gabinetto.

Kiska ha ora intenzione di incontrare nel corso della giornata tutti i nuovi candidati a ministro, e il nuovo esecutivo potrebbe essere nominato domani mattina 22 marzo.

Nel frattempo si delinea un possibile problema di rappresentanza della Slovacchia al Consiglio dell’UE che inizia domani a Bruxelles con in agenda principalmente temi economici e la Brexit. Se Kiska nomina Pellegrini in mattinata, sarà lui ad andare. Ma in caso contrario, per la prima volta dal 2004 a un summit di capi di Stato e di governo la Slovacchia potrebbe non essere rappresentata al massimo livello. Secondo Euractive.sk, si potrebbe ripiegare sul premier dimissionario Fico, oppure delegare la rappresentanza del paese al primo ministro di un altro paese, ad esempio dalla Repubblica Ceca, una soluzione tuttavia non comune per un vertice di due giorni.

(La Redazione)

Foto FB.com/pellegrini.peter

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.