Francia: nuovo nome, vecchia agenda per il Front national

A distanza di quasi un anno dalla durissima sconfitta del ballottaggio delle presidenziali francesi, il Front National si è riunito per il 16° congresso a Lille, nel Nord della Francia, il 10 e l’11 marzo, con lo scopo di cominciare la ricostruzione del partito.

Il voto per corrispondenza ha confermato come leader indiscussa Marine Le Pen, che è stata eletta con il 100% dei voti e il solo 2,87% di schede nulle o bianche. Un risultato inevitabile, se si considera che comunque la quarantanovenne, che guida il Front National dal 2011, era l’unica candidata. La leader si è quindi prodigata a formare un nuovo statuto, che è stato sostenuto dal 79,7% dei 1500 militanti presenti al congresso.

Il cambio di nome

Il primo punto esposto per cominciare la ricostruzione del partito è stato quello del cambio di nome. Da Front National a Rassemblement National. La proposta, sostenuta però solo dal 52% dei presenti, sarà ora votata per posta da tutti gli iscritti al partito, e se ne conoscerà l’esito solo tra sei settimane. Marine Le Pen ha rivendicato il valore del Front National, ma ha anche fermamente motivato la sua scelta sostenendo che il nome, purtroppo, «per molti francesi funziona come un blocco psicologico» e ricordando che la definizione di “Front” (blocco) era adatta negli anni Settanta, quando lo scopo del partito era quello di provocare un muro contro l’establishment, mentre ora c’è la necessità di presentare una proposta politica positiva. Il tentativo è anche quello di riunire sotto un’unica ala tutto il centro-destra francese, cercando di conquistare i Républicains tradizionalisti e di togliere il Front National da quello che è storicamente sempre stato un isolamento politico.

Il cambio del nome non è stato condiviso dal padre Jean-Marie Le Pen, il quale ha definito questa iniziativa un vero e proprio suicidio, non solo a livello commerciale ma anche politico. Ma oltre a esprimere un parere personale, l’uomo – fondatore del partito stesso – non potrà fare di più: nel congresso infatti è stata anche approvata la definitiva soppressione della carica di presidente onorario, provvedimento che ha totalmente estromesso il padre della Le Pen dal partito, dopo che era stato già allontanato nel 2011 a causa di ripetute dichiarazioni negazioniste nei confronti della Shoah.

Gli attacchi all’Ue e gli applausi alla Lega di Salvini

Nell’ora e mezza di discorso tenuto da Marine Le Pen, però, i cambiamenti sembrano terminare qui. I nemici del partito rimangono gli stessi: l’Unione Europea, l’élite, le banche e l’immigrazione clandestina.

In vista della campagna per le elezioni europee 2019, la leader ha affermato: «Non siamo anti europei, noi siamo contrari all’Unione Europea. Noi europei siamo contrari all’Unione Europea che va contro gli individui, i popoli e la bella idea dell’Europa». E ha guardato con grande ammirazione il risultato della Lega alle elezioni italiane, congratulandosi con Matteo Salvini che era presente in sala e dichiarando di ispirarsi direttamente a lui. «La Lega è un movimento che si oppone all’Unione Europea. Vuole che le sovvenzioni e la sovranità nazionale riguardino prima gli italiani.»

Per poter aver gli stessi risultati del suo alleato d’oltralpe, Marine Le Pen ha anche auspicato a un cambiamento di sistema elettorale: l’uninominale a doppio turno infatti ha penalizzato il Front National, portando in Parlamento solo 8 deputati, pochissimi per poter contare davvero. Con un sistema proporzionale, invece, il risultato sarebbe stato molto più consistente.

Steve Bannon ospite d’onore

A partecipare al congresso c’era anche Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump. Dando il sostegno al Front National, ha anche lui criticato l’Europa come l’establishment da combattere e si è detto certo di un futuro importante per la destra francese. E ha affermato: «Le Pen? Non solo un astro nascente, ma anche una delle personalità più impressionanti al mondo», riferendosi però a Marion Maréchal-Le Pen, nipote di Marine Le Pen, che si è ritirata dalla politica nonostante godesse di un grande sostegno all’interno del partito, e che molti danno ancora come possibile candidata per il 2021-2022.

(Erica Gatti via Rivista Europae, cc by nd)

 

Foto blandinelc cc by

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