Fallimento personale, un boom di richieste con le nuove norme

Un anno fa entrava in vigore la nuova regolamentazione sulla bancarotta personale. Secondo il ministero della Giustizia da allora, l’1 marzo 2017, sono state presentate alla corte 7.402 proposte di fallimento personale, e 4.330 sono state approvate, insieme a 68 rateizzazioni di rimborsi.

Il fallimento per le persone fisiche è diventato molto più accessibile con le nuove norme, e chi vi accede ha più facilità di uscire dalla spirale del debito accedendo, con l’aiuto dei centri di assistenza legali, a una procedura di fallimento personale o una ristrutturazione del debito.

Fino alla fine di febbraio 2018, il Centro di assistenza legale del Ministero ha fornito quasi 90 mila e consultazioni con persone che si sono informate sul processo di fallimento personale. E sono state presentate oltre 11 mila domande di fallimento e 270 richieste di rimborso rateizzato. Il tribunale ha ammesso più di 9.500 richieste di bancarotta e piani di rimborso per 167 persone, dichiarando 4.330 casi di fallimento e 68 calendarizzazioni di rimborso. A confronto, nell’anno 2016, dunque con le vecchie regole, erano presentato appena 497 proposte, di cui solo 141 approvate.

Ad utilizzare la nuova normativa sono state persone di ogni censo e livello di istruzione, e più frequentemente ex o attuali lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati, ma anche persone che hanno fatto garanti per i debiti di altri. La somma debitoria del procedimento fallimentare era in genere superiore a 100 mila euro, e sono stati ammessi fallimenti personali fino a 5 milioni.

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