La Slovacchia avrà una nuova beata quest’anno: Anna Kolesárová

Anna Kolesárová, una ragazza semplice e modesta che ogni mattina assisteva alla Messa e si prendeva cura della famiglia dopo la morte della madre, martirizzata nel 1944, sarà dichiarata beata da Papa Francesco quest’anno. La ragazza, che viveva a Vysoká nad Uhom, villaggio di poche anime (oggi circa 800) vicino al confine con l’Ucraina, fu uccisa a 16 anni da un soldato sovietico durante la seconda guerra mondiale dopo aver rifiutato un rapporto sessuale.

Papa Francesco ha confermato il 6 marzo che la giovane cattolica era morta “in defensum castitatis”, per custodire la propria verginità, una caratteristica che la accomuna ad altre martiri in tenera età tra cui la santa Maria Goretti. La cerimonia di beatificazione si dovrebbe svolgere nel 2018 in una data ancora sconosciuta, nel villaggio natale della beata.

Nata il 14 luglio 1928, Anna Kolesárová fu battezzata il giorno dopo nella locale parrocchia cattolica. Quando aveva dieci anni le morì la madre, e lei si assunse la cura della famiglia. Nell’autunno 1944 sul fronte orientale aveva luogo la fase finale e più cruenta della seconda guerra mondiale, con le truppe sovietiche che erano entrate nel paese e stavano progressivamente liberando il territorio della Slovacchia dall’occupazione nazista.

Il 22 novembre 1944 Anna, con il padre e il fratello, erano nascosti in cantina, come sempre succedeva quando c’era battaglia o bombardamenti nella zona. Un soldato russo ubriaco perquisì la casa e li trovò. Il padre mandò Anna a preparargli del cibo pensando di tenerlo buono e dimostrare che la famiglia non era per lui una minaccia. Ma l’uomo iniziò a fare apprezzamenti sempre più pensati verso la ragazza, fino a costringerla a un rapporto sessuale. Lei si rifiutò e si divincolò correndo in cantina, dove il soldato la uccise con due colpi di fucile automatico – al viso e al petto – davanti a padre e fratello. Le sue ultime parole furono “Addio padre! Gesù, Maria, Giuseppe!”.

La sera successiva il suo corpo fu seppellito nonostante gli intensi combattimenti nell’area, in segreto e senza un sacerdote. Solo la settimana successiva il prete Anton Lukáč celebrò il funerale, il 29 novembre 1944. Lukáč in seguito cercò di ricostruire i fatti, facendo diverse domande agli abitanti del villaggio e facendosi firmare dichiarazioni da cinque testimoni, e registrando poi il fatto nella cronaca della sua parrocchia indicando che la giovane era «morta per difendere la sua innocenza». Ma dopo la guerra, il nuovo governo cecoslovacco socialista vietò a chiunque di menzionale il fatto, e di organizzare raduni sulla sua tomba.

Il processo di beatificazione fu iniziato il 3 luglio 2004, dopo che la Congregazione per le Cause dei Santi l’aveva nominata Serva di Dio e aveva dato il “nihil obstat” (nessuna obiezione) alla causa. A Košice, il 2 aprile 2005, fu aperta l’indagine diocesana sulla sua vita e sul suo omicidio, chiusa il 14 febbraio 2012. La Congregazione convalidò il processo diocesano a Roma il 14 giugno 2013 e ricevette nel 2015 il dossier Positio per la valutazione della causa.

(La Redazoine, Wikipedia)

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