Il procuratore Spirko accusa Kalinak e alti funzionari di corruzione milionaria

Nella già molto intricata situazione che circonda il ministro dell’Interno Robert Kalink (Smer-SD) è arrivato lo scorso giovedì un nuovo elemento che attizza anche di più l’atmosfera già bollente di queste ultime settimane. Un procuratore della procura speciale, il cui nome ormai diventato famoso è Vasil Spirko, ha annunciato giovedì pomeriggio l’intenzione di presentare una denuncia per sabotaggio contro il ministro dell’Interno e alti ufficiali di polizia elencando dettagli che indicherebbero una presunta corruzione a livelli inauditi. Spirko, che ha indetto una conferenza stampa molto partecipata, ha dichiarato che si parla di somme fino a 200 milioni di euro che sarebbero state “sifonate” attraverso il ministero degli Interni e sottratte dopo averle ripulite tramite attività commerciali legali da individui di alto profilo tra cui Kalikak e l’ex ministro Jan Pociatelk, anch’egli di Smer-SD.

La denuncia includerebbe anche le persone del presidente della polizia Tibor Gaspar, il direttore dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA, Peter Hrasko e il direttore dell’unità anti-corruzione  di NAKA, Robert Krajmer per sospetti di sabotaggio. Spirko ha lanciato un appello ad agenti e investigatori di polizia per denunciare all’ufficio del procuratore generale eventuali informazioni simili. Per questa indagine il procuratore ha spiegato che lui stesso era stato indagato e screditato, ed erano stati aperti nei suoi confronti dei procedimenti disciplinari e approvate intercettazioni telefoniche per lui e la famiglia. Dopo anni di calvario, la scorsa settimana la commissione disciplinare lo ha tuttavia prosciolto da ogni sospetto di errori o manipolazioni durante le sue indagini, dopo che già in passato era stato per due volte accusato ingiustamente.  A suo dire, sarebbero stati “massimi esponenti del governo” ad emettere l’ordine di «screditarlo come procuratore per i casi a lui assegnati, compresa l’indagine penale della società B.A. Haus», che collegava come soci in affari il ministro Kalinak e l’imprenditore Ladislav Basternak che recentemente ha pagato oltre 2 milioni di euro di IVA evasa per evitarsi la galera. Spirko ha detto che gli ordini sono stati trasmessi da Robert Kalinak.

Il ministro degli Interni Kalinak, già in questi giorni al livello minimo di popolarità e credibilità, con tutta l’opposizione e parti della maggioranza, oltre a grandi fette della società, che lo vorrebbero mandare a casa,  è intervenuto poche ore dopo per respingere tutte le accuse. Kalinak le ha definite assurdità, negando ogni coinvolgimento in attività di corruzione, riciclaggio di denaro e ha dichiarato la propria estraneità anche nei presunti tentativi di screditare Spirko. Tutte le sue attività personali, ha detto Kalinak, sono del tutto legali.

Kalinak ha spiegato di non aver mai sentito una accusa così campata in aria come quella di avere ricevuto tangenti per 200 milioni per consegne fittizie di componenti di sistemi di rete, e che quei soldi sono stati riciclati e ripuliti attraverso una società chiamata FoRest. Dopo tutto questo, avrei anche addirittura perseguito una mia vendetta personale contro di lui ordinando un procedimento penale per screditare lui e la sua famiglia. Una cosa del tutto assurda, secondo Kalinak, che trova veramente difficile rubare 200 milioni da un affare che ne valeva 16, e la cui gara d’appalto è stata supervisionata dall’ex governo Radicova (2010-2012). Per di più, ha aggiunto, la FoRest aveva solo entrate dal suo possesso di una catena di ristoranti, e non può avere riciclato tali enormi somme di denaro.

Il presidente Andrej Kiska ha detto di considerare le accuse del procuratore Spirko “straordinariamente serie”. Il portavoce del presidente ha fatto sapere che Kiska si aspetta che le accuse siano prese sul serio dagli organi statali competenti.

Dal canto suo, il capo della polizia Tibor Gaspar ha affermato di essere del tutto sorpreso dalle accuse di Spirko, e di non avere mai ricevuto ordini da nessuno con lo scopo di screditare la sua persona. Inoltre, egli ha spiegato di non avere nemmeno conoscenza delle presunte prove in mano a Spirko per lanciare accuse così pesanti. In ogni caso, tutti hanno diritto a presentare denunce contro funzionari di Stato, e questo vale anche per Spirko, ha ammesso Gaspar, che ci ha tenuto a ricordare come il procuratore è ancora sotto inchiesta da parte dell’Agenzia nazionale anticrimine.

(La Redazione)

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