Mostra italiana di Poesia visiva a Bratislava

Motivi di una mostra

Nell’ambito della X Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, di cui abbiamo voluto cogliere anche quella  più sottile essenza sottesa al  tema  “Una lingua per amica: l’italiano nostro e degli altri”, abbiamo pensato di inserire la mostra “Parole contro – Il tempo della poesia visiva” comprendente un’antologica di alcuni dei suoi massimi interpreti: La Rocca, Malquori, Marcucci, Miccini, Ori, Perfetti, Pignotti.

La poesia visiva, ponte fra scrittura e pittura; la poesia visiva, sperimentazione intersemiotica; la poesia visiva felice sintesi fra letteratura e pittura che fonde e confonde il modo lineare di leggere il linguaggio e il modo avvolgente di guardare il quadro; la poesia visiva come forma “plurisensoriale”, quella plurisensorialità che, in termini più aulici, corrisponde alla sinestesia. La poesia visiva, dunque, come forma di sinestesia culturale, come ponte fra culture. Questo il motivo della mostra.

Il gioco della Poesia visiva

Riflessioni sull’universo della comunicazione, sulla tecnica del collage letterario, sul linguaggio del corpo e del gesto, sulla gestualità segnica, visiva, uditiva, musicale e poetica; sperimentazioni che vanno dalle “tavole parolibere” alla tecnica del collage, questi i momenti di quella rivoluzione culturale degli anni Sessanta che si avverte in maniera particolarmente forte e pregnante nella Poesia Visiva.

Nei primissimi anni Sessanta, infatti, parallelamente alle attività dei Novissimi e del Gruppo ’63, numerosi artisti si interessano contemporaneamente alla potenzialità espressiva della parola accompagnata dall’immagine, dando vita a quel movimento artistico che verrà poi denominato poesia visiva. A Firenze, nel 1963, dall’incontro tra Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, nasce il Gruppo 70 al quale successivamente prenderanno parte anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca, Luciano Ori, Roberto Malquori, seguiti da Mirella Bentivoglio, Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Michele Perfetti e Sarenco.

I poeti visivi,  rendendosi  conto che sia la letteratura sia l’arte stavano utilizzando un linguaggio eccessivamente lontano da quello comune decidono, per colmare questa distanza, di creare un moderno volgare, il cui lessico proviene dall’habitat della comunicazione di massa, cioè dai quotidiani, dai rotocalchi, dalla pubblicità e dai fumetti. Il fine è duplice: raggiungere un pubblico sempre più vasto, grazie all’alto grado di decifrabilità e allo stesso tempo esorcizzare il potere dei mass-media. La tecnica che risulta più congeniale per raggiungere questo risultato è il collage che permette, tramite il riutilizzo di testi e immagini provenienti dal mondo dell’informazione, un impatto immediato e forte. L’Italia non è l’unico scenario dove la ricerca artistica fra parola e immagine prende piede, anche se le si può riconoscere una sorta di primato. In altri parti d’Europa infatti artisti come Julien Blaine, Jean Francois Bory, Hans Clavin, Alain Arias Misson, Paul De Vree sviluppano sperimentazioni simili, stabilendo rapporti di scambio e collaborazione con gli operatori italiani della poesia visiva. Sempre in Italia si sviluppa una particolare tendenza, denominata Nuova Scrittura, interessata a creare un rapporto tra letteratura e pittura. Il termine è coniato nel 1967 da Ugo Carrega uno dei fondatori del gruppo.

Una nuova questione della Lingua, insomma, in un mondo che si stava già aprendo ad un’altra questione linguistica, quella  del computer. Ma questa è un’altra storia.

Teresa Triscari
Direttore Istituto Italiano di Cultura di Bratislava

Parole contro, tempo di poesia visiva
Apertura: 21 ottobre 2010 – 3 novembre 2010
Orari: Lun – Ven: 10:00 – 18:00, Sab-Dom: 13:00 – 18:00
Luogo: Design Factory, Bottova 2, Bratislava
Organizzato da: IIC
In collaborazione con: Design Factory, Regione Toscana, Casa Venturi, Welaworks, BCB

1 comment to Mostra italiana di Poesia visiva a Bratislava

  • giorgio maria bellini

    essendo stato anch’io uno sperimentatore di poesia visiva
    (alcuni elaboati sono stati pubblicati o esposti tra gli anni’70/’80)mi fa piacere sapere che la vitalità di questa
    parte poetico-creativa è ufficializzata in varie mostre.
    Come poeta ora auguro che ogni forma artistica sia riconosciuta e considerata come patrimonio culturale.

    Saluti calorosi. Giorgio M. Bellini

    Verona (I) 17-01-2011

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