Dzurinda: bene che la Serbia sia più vicina all’UE, ma merita di essere incoraggiata

Nella riunione dei Ministri degli Esteri dei 27 membri dell’UE ieri a Lussemburgo è stato deciso di sbloccare la domanda di integrazione della Serbia nell’Unione, come riconoscimento degli sforzi della svolta politica filoeuropea del 2008. Dovrà però garantire l’impegno serbo all’arresto dei due grandi criminali di guerra ancora latitanti, Ratko Mladic e Goran Hadzic, collaborando pienamente con il Tribunale internazionale dell’Aia. La Serbia potrebbe accedere allo status di candidato anche già dal prossimo anno, potendo così aspirare ad una piena adesione all’UE nel 2016.

L’Italia, con un forte impegno personale del Ministro Frattini, e la Slovacchia, con il Ministro degli Esteri Mikulas Dzurinda che appena Venerdì aveva messo intorno a un tavolo Belgrado e Pristina nel vertice V4 a Bratislava per un inizio di colloqui, hanno espresso grande soddisfazione. Ricordiamo che, al contrario dell’Italia e di molti altri Paesi dell’Unione, la Slovacchia non ha riconosciuto la validità della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, e per ora non intende farlo.

Il Ministro Dzurinda, pur compiaciuto del passo in avanti della Serbia, ha tuttavia aggiunto che avrebbe preferito un percorso più incisivo per promuovere l’impegno della Serbia all’adesione. Dzurinda, parlando dopo la seduta dei Ministri a Lussemburgo il Lunedi, ha detto che le formulazioni del testo con le conclusioni del Consiglio, in realtà hanno un tono diplomatico diverso da quello che lui sperava. «La Serbia merita una diversa formulazione e incoraggiamento», ha spiegato Dzurinda.

(La Redazione)

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