Il ministro Gajdos alla NATO: entro il 2024 nostre spese per la difesa al 2% del Pil

Entro il 2020 la Slovacchia aumenterà gli stanziamenti per il settore difesa all’1,6% del prodotto interno lordo nazionale, e dovrebbe raggiungere per la data del 2024 il 2% richiesto dagli impegni internazionali nella NATO. Lo ha ricordato il ministro della Difesa Peter Gajdos partecipando a un meeting dei membri NATO a Bruxelles la scorsa settimana. Secondo il ministro, nessuno dei partiti politici rappresentati al Parlamento slovacco ha messo in dubbio gli impegni di bilancio del paese nel settore militare e nei progetti di modernizzazione delle forze armate cui saranno dedicate, ha detto, non meno del 20% delle risorse a disposizione.

Il ministro ha confermato l’impegno slovacco nelle missioni internazionali in cui è già presente, dalla Resolute Support in Afghanistan alla presenza in Iraq di specialisti slovacchi per la formazione delle locali forze di sicurezza con particolare attenzione alle attività di sminamento, alle operazioni militari NATO nei Paesi Baltici, dove la Slovacchia quest’anno invierà soldati in Lettonia, e l’ingaggio della Slovacchia nella costruzione della PESCO, la Cooperazione strutturata permanente alla difesa che prevede una ancora più stretta cooperazione tra gli eserciti dell’Unione europea.

Gajdos ha affermato che la Slovacchia è molto apprezzata come membro attivo all’interno dell’Alleanza atlantica, dando buona prova di sé nei diversi teatri di intervento nelle missioni congiunte.

Nel corso della riunione a Bruxelles è stato anche deciso che gli alleati pagheranno alla Slovacchia un importo di 820mila euro quale rimborso spese per la partecipazione di soldati delle forze armate in Iraq. In questo modo, quasi l’80% dei costi sostenuti dagli slovacchi per il dispiegamento del suo contingente di istruttori sarà a carico della NATO, in particolare di Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo.

(Red)

Foto mod.gov.sk

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