La Slovenia e il Gruppo di Visegrad

Ossessionata dall’integrazione euro-atlantica Lubiana ha per molto tempo messo a margine i suoi vicini centro-europei. Ora però – pur di allontanarsi dai Balcani – le cose sembrano cambiare. Di Charles Nonne.

Poco prima che la Slovenia abbandonasse la Jugoslavia, nel giugno del 1991, altri ex paesi socialisti come la Polonia, l’Ungheria e la Cecoslovacchia creavano il “triangolo di Visegrad”. Obbiettivo: avviarsi il prima possibile lungo il processo di adesione all’allora Comunità economica europea (CEE). Il summit che si tenne nel febbraio del 1991 in questa piccola località ungherese sulle rive del Danubio – luogo scelto come riferimento esplicito ad un incontro anti-asburgo avvenuto nel 1335 tra i re di Ungheria, Boemia e Polonia – fu occasione per rafforzare la cooperazione in materia di politica economica e di facilitare l’accesso ai mercati dell’Europa dell’ovest. Due anni dopo il gruppo di Visegrad passa da tre a quattro membri (V4) dopo il divorzio consensuale tra Repubblica ceca e Slovacchia.

Una rivalità in costante evoluzione
Considerata come il motore economico dell’ex Federazione jugoslava la Slovenia del primo ministro liberale Janez Drnovšek (LDS) tenne in quegli anni la distanza dagli ex paesi del Patto di Varsavia. Nel 1997 sono però l’Ungheria, la Polonia e la Repubblica ceca ad entrare nella Nato, lasciando indietro la Slovenia. Da partner potenziali, i V4 e la Slovenia iniziano ad essere dei contendenti, se non dei rivali.

Il grande allargamento dell’Ue nel 2004 cambia ancora le carte in tavola e il presidente come i rappresentanti del governo sloveno divengono nuovamente ospiti graditi a Budapest, Praga, Bratislava e Varsavia. Tra il 2001 e il 2015 rappresentanti di stato sloveni vengono invitati a più di 10 incontri del Gruppo di Visegrad, senza però essere invitati ad entrare a far parte del club.

“Come la Croazia, la Slovenia ha affermato da tempo di essere interessata, senza però mai ufficializzare la propria candidatura”, spiega Anna Orosz, ricercatrice presso un think tank legato al ministero degli Affari Esteri ungherese. “Ciononostante la cooperazione tra i V4 e la Slovenia è antica”.

Dall’inizio degli anni 2010 Lubiana si è avvicinata all’Europa centrale: nel 2014 ha concluso un accordo di principio con la Repubblica ceca per formalizzare un format “Visegrad plus” o “V4+1” che avrebbe permesso di individuare dei campi di collaborazione senza però allargare il gruppo. “È chiaro che la Slovenia, dopo la crisi finanziaria, ha iniziato ad adottare una modalità di pensiero più strategica e multidimensionale”, continua Anna Orosz.  […continua…]

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Foto Mihael Gmek cc by sa

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