L’inizio della fine per l’era di Angela Merkel?

Il 2017 di Angela Merkel non è certo stato l’anno migliore della cancelliera. L’avvento di Trump alla Casa Bianca, l’emorragia di consensi alle elezioni e il fallimento della coalizione “Giamaica” l’hanno seriamente indebolita. Il 2018 si annuncia denso di sfide, ma è ormai chiaro che la sua stella è in fase discendente.

CHI È – Angela Merkel è l’attuale cancelliera della Repubblica Federale tedesca. Merkel, leader alla CDU-CSU (la peculiare unione dei partiti democristiani della Germania), ha assunto questa carica nel 2005 e l’ha mantenuta superando ostacoli interni e internazionali non indifferenti. Il suo ruolo e quello del suo Paese sono diventati sempre più centrali nel vecchio continente in seguito allo scoppio della crisi dell’euroe all’indebolimento della Francia, fattori che hanno costretto Berlino ad assumere la guida quasi solitaria dell’Unione Europea. Angela Merkel è stata quindi spesso considerata la leader indiscussa dell’Europa, una posizione che sembrava essersi assicurata grazie al suo ruolo nella crisi ucraina e nell’emergenza dei rifugiati, scoppiate tra il 2014 e il 2015.

COME È STATO IL SUO 2017 – Il 2017 non è però stato l’anno migliore di Angela Merkel. Mentre a partire dal 2016, subito dopo l’elezione di Donald Trump alla Presidenza USA, la cancelliera era stata improvvidamente incoronata dai media anglosassoni come “nuova leader del mondo libero”, a partire dal gennaio dell’anno appena passato Merkel ha dovuto fare i conti con una realtà internazionale più ostile e con un’opinione pubblica interna sempre più scettica nei suoi confronti. Le elezioni legislative di settembre, che avrebbero dovuto darle un mandato forte per superare in scioltezza la sua ultima legislatura, si sono risolte in un mezzo disastro per il suo schieramento politico e, soprattutto, per la sua persona. La crescita esponenziale dell’estremista Alternative für Deutschland, diventato terzo partito, ha evidenziato come il parziale cambio di rotta sull’immigrazione non abbia convinto la parte più identitaria dell’elettorato conservatore tedesco. La CDU-CSU è così passata dal 41% del 2013 al 32% del 2017, perdendo voti in favore di AfD e dei liberaldemocratici, partiti che hanno posizioni più a destra della cancelliera su immigrazione e politiche economiche. A completare il quadro, Merkel non è stata in grado di creare la coalizione “Giamaica”con verdi e liberaldemocratici, un’impresa che, pur complicata, non sembrava a prima vista impossibile.

COME SARÀ IL SUO 2018 – Angela Merkel rimarrà, salvo sorprese quasi clamorose, cancelliera della Repubblica Federale per tutto il 2018. È poi possibile (ma non certo) che la leader della CDU-CSU riesca a strappare nei prossimi mesi ai socialdemocratici un accordo per governare. Inoltre, la Germania resterà un attore imprescindibile sulla scena europea e continuerà a rivestire un ruolo importante su quella internazionale. Tuttavia, il 2017 ha evidenziato come la leadership di Angela Merkel sia ormai più vicina al tramonto di quanto molti pronosticassero. Prima delle elezioni lo scenario che ipotizzava la permanenza di Merkel alla cancelleria fino al 2021, scadenza naturale della legislatura appena iniziata, sembrava in bilico. Oggi sembra quasi certo che la cancelliera sarà costretta ad assistere più prima che poi alla lotta per la sua successione alla guida del partito e del Paese. La Germania e l’Europa attendono trepidanti di scoprire chi ne uscirà vincitore.

(Davide Lorenzini, Il Caffè Geopolitico, cc-by-nc-nd)

 


Foto palazzochigi cc-by-nc-sa
Foto EU Council cc by nc nd

 

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