Kia Motors Slovakia vuole un mediatore per la contrattazione collettiva

La direzione della Kia Motors Slovakia ha deciso di rivolgersi a un mediatore per risolvere la difficile trattativa per il contratto collettivo con i suoi dipendenti. Kia ha chiesto aiuto al ministero del Lavoro per avere una mediazione con i rappresentanti dei lavoratori, un passo che il capo del sindacato metalmeccanico KOVO a Zilina afferma non essere necessario, dopo appena cinque round negoziali, ma che comunque accetta nel caso potrà risolvere lo stallo.

Secondo KOVO, l’azienda ha rispettato gli obiettivi di risultati economici e produttivi degli ultimi due anni, e il sindacato non vuole accettare, definendole non veritiere, le previsioni del management di un prossimo anno non così positivo. La produzione della fabbrica di Teplicka nad Vahom, vicino a Zilina, è sempre aumentata di anno in anno, come pure i ricavi. Nel 2017 sono state prodotte 335.600 automobili, il 70% in più di quattro anni prima, e i piani produttivi sono stati oltrepassati ogni anno, dicono i sindacati. Secondo la casa coreana, dopo un 2017 che ha fatto segnare un +5%, nel 2018 la produzione, e dunque le vendite, è stimata scendere a 328.000 veicoli, mentre gli investimenti già in cantiere per quest’anno ammontano a circa 200 milioni di euro.

Kia, da parte sua, ha deciso di ricorrere a un mediatore esterno per spingere a un compromesso il sindacato, che fino ad ora sarebbe stato immobile sulle sue richieste, che da novembre non hanno ancora risposto a una proposta di aumento dello stipendio base del 4,8% quest’anno, e del 4,8% nel 2019 e 2020, portando in totale una crescita salariale complessiva vicina al 15%.

I rappresentanti dei lavoratori, dal canto loro, ritengono che in Slovacchia ci sia ancora molto spazio per la crescita dei salari, specialmente nel settore dell’auto.

(Red)

Foto kia.sk

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