Modernizzazione militare, la discussione in Parlamento non arriva a nulla

Una sessione straordinaria del Parlamento chiesta dall’opposizione ha trattato venerdì della questione della modernizzazione delle Forze armate slovacche. La seduta, durata quasi otto ore, si è conclusa senza una risoluzione. Il documento finale è stato sostenuto da appena 45 parlamentari dei 111 presenti. Nella mozione i partiti dell’opposizione hanno fatto forti critiche al ministero per il «modo non trasparente e non sistematico di modernizzare l’esercito». Tra le richieste dell’opposizione anche la costituzione di una commissione di vigilanza sul settore difesa e la presentazione a breve da parte del governo di un piano di sviluppo di lungo termine della difesa.

Secondo il quotidiano Sme, tuttavia, il fatto che la sessione si sia effettivamente svolta sarebbe un segnale che i socialdemocratici di Smer-SD, partito di maggioranza relativa, non sono più così concordi con la strategia delineata dal ministro della Difesa Gajdos e sostenuta a spada tratta dal Partito Nazionale Slovacco (SNS).

A sostenere questa tesi per il giornale è Jaroslav Nad, il capo dell’Istituto slovacco di politica di sicurezza, secondo il quale è stato proprio l’ex ministro della Difesa Glvac, personalità di rilievo di Smer e oggi vicepresidente del Parlamento, il primo a dire di aver sostenuto la sessione straordinaria, ricordando che sono state fatte molte critiche sul fatto che non si discuta di nulla. Da tempo, inoltre, il sottosegretario alla Difesa Robert Ondrejcsak (candidato da Most-Hid, il terzo anello della coalizione di governo) critica le commesse senza appalto decise al ministero, e gli è stato impedito dal ministro di visionare tutta la documentazione del programma di acquisto di veicoli blindati per oltre 1 miliardo di euro.

Nel corso della sessione, il ministro Gajdos ha detto che l’opposizione slovacca può essere tranquilla del fatto che il ministero della Difesa lavora per il paese e i suoi cittadini. Tra i maggiori critici delle azioni di Gajdos c’è l’ex ministro della Difesa Lubomir Galko di Libertà e Solidarietà (SaS), il partito più forte dell’opposizione, che accusa il ministero di avere ordinato una analisi che favoriva i veicoli dell’azienda finlandese Patria. Apparso ieri nel programma ‘O 5 minut 12’ della tv pubblica Rtvs, Galko ha chiesto a Gajdos di dimostrare la propria buona fede rendendo disponibili i documenti relativi alle suddette analisi, pur sbianchettando le parti ritenute segreto di Stato. Ma, avverte Galko, «non giochiamo troppo con i segreti», perché online oggi è possibile trovare senza troppa fatica informazioni sulla modernizzazione di un sottomarino strategico russo, o su veicoli corazzati britannici o tedeschi. Galko ha sottolineato di non aver mai accusato il ministro di corruzione, ma se egli continuerà a nascondere i fatti e preferire appalti segreti, i dubbi possono venire.

Gajdos si difende dicendo di aver fatto pubblicare tutto quanto possibile in base alla legge sulla protezione delle informazioni classificate. E afferma di voler contribuire a ricostruire l’industria militare slovacca, oggi in condizioni tremende, anche con il progetto di rinnovo del parco di veicoli blindati, nel quale la Slovacchia sta collaborando appunto con la svedese Patria. Al momento non sono state aperte gare pubbliche perché siamo ancora «nella fase di ricerca e sviluppo» dei veicoli 8×8. Ha anche di nuovo assicurato che il ministero non intende acquistare tecnologie militari russe, come qualcuno aveva sospettato ad esempio riguardo alla messa in pensione dei vecchi caccia MiG sovietici. Gajdos conferma che la scelta per i prossimi aerei da combattimenti sarà fatta tra i Gripen svedesi (già in forza all’aviazione ceca con la quale c’è un accordo di sorveglianza dello spazio aereo comune) e gli F16 americani. Dalla Russia, afferma, vengono solo acquistati pezzi di ricambio per i vecchi aerei o per altre tecnologie, come attrezzature radar. E il tutto viene fatto in regime di esenzione da quando la Russia è sottoposta alle sanzioni europee in seguito all’annessione della Crimea.

Secondo il presidente di SNS Andrej Danko, il suo partito si sta impegnando per lavorare in modo efficiente sulla modernizzazione militare del paese. Egli, parlando alla tv di Stato Rtvs, ha difeso il suo ministro, che «ha spiegato le procedure in modo chiaro e comprensibile», e sostiene l’idea di cooperazione stretta tra due Stati – in questo caso Slovacchia e Finlandia – per lo sviluppo comune di attrezzature, un processo che lui ritiene sufficientemente trasparente.

(La Redazione)

Foto mod.gov.sk

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