L’ora legale è salva, il Parlamento europeo ne boccia l’abolizione

Strasburgo non approva la richiesta arrivata dai deputati del Nord Europa, ma si riserva di esaminare la proposta in futuro. I parlamentari contestano effetti sulla salute dell’uomo, sui quali la comunità scientifica non è concorde

 

Diversi eurodeputati, per lo più di paesi del Nord Europa, hanno chiesto al Parlamento europeo di abolire l’ora legale, perché dannosa per la salute, fonte di stress e nemica della regolarità dei cicli circadiani.

Strasburgo per il momento ha rispedito al mittente la richiesta, proponendo però di ritornare sul tema in futuro, dopo avere svolto analisi più approfondite che permettano di applicare eventuali modifiche alla direttiva del 2000 che disciplina l’applicazione dell’ora legale tra gli stati europei.

L’eurodeputata finlandese Heidi Hautala ha fatto leva su studi scientificiche proverebbero le conseguenze dell’alternanza tra ora solare e quella legale sulla salute dell’uomo, anche se i pareri degli esperti sono spesso divergenti e, di fatto, non si è arrivati a un responso unanime.

Anche nella pratica l’ora legale non è diffusa ovunque. Armenia, Bielorussia e Georgia sono tra i paesi che non la applicano, la Russia nel 2014 ha deciso di sospenderla e la Lituania l’ha introdotta per la prima volta nel 2003.

Anche se è opinione diffusa che l’ora di luce in più sia stata adottata per favorire il risparmio energetico, in realtà le ragioni sono diverse e, su tutte, spiccano la necessità di aumentare il tempo libero dei cittadini e favorire agricoltura e trasporti. L’ora legale per il momento è salva. Ma la partita non è ancora chiusa.

(Giuditta Mosca via Wired, cc-by-nc-nd)

Foto PIRO4D CC0

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