Dennik N: problemi per la tangenziale di Bratislava, tempi e metodi non ideali

Il quotidiano Dennik N non è convinto della capacità del consorzio Obchvat Nula, composta dalla spagnola Cintra e l’austriaca Porr, di iniziare la costruzione della tangenziale autostradale di Bratislava nei tempi indicati dal ministro ministro dei Trasporti Arpad Ersek, ovvero nel mese di marzo.

Il giornale spiega che ad oggi il consorzio non ha ancora alcun contratto con grandi imprese di costruzioni slovacche, che sottolineano le offerte convenienti fatte per il subappalto, e anche il comportamento “non professionale” del consorzio. Il governo poi ha tardato oltre un anno nella concessione dei permessi di costruzione, dovuti alle resistenze e speculazioni dei proprietari dei terreni, e ora non può permettersi di imporre sanzioni a chi ha vinto la gara d’appalto due anni fa. E che ora, a sentire Dennik N, è sotto la pressione delle banche per la fornitura dei mezzi finanziari necessari alla costruzione, dopo che i permessi sono stati approvati alla fine dello scorso anno, mentre il contratto era stato siglato nel maggio 2016. E sembra che al momento manchino in particolare i subappaltatori di grande dimensione, cruciali per la costruzione, dato che nessuno dei contratti firmati con i fornitori supera il valore di 15 milioni di euro. I contratti oltre quell’importo vanno approvati direttamente dal committente, il ministero dei Trasporti, che non ha ricevuto nessuna notifica e dice di essere stato informato dal consorzio che intendono lavorare con ditte medio-piccole.

Il quotidiano ricorda che è piuttosto strano per un’opera di tale complessità, e in una città già congestionata dal traffico, appoggiarsi su piccole ditte piuttosto che su grandi e organizzate aziende del settore. Anche esperti del ramo dubitano della fattibilità di tale approccio.

La tangenziale verrà infatti costruita con un progetto di partenariato pubblico privato, il cosiddetto PPP, dove è la ditta contraente a fare l’investimento per poi gestire l’infrastruttura per un certo periodo di anni nel corso dei quali il committente – lo Stato – paga delle rate fino al passaggio di proprietà finale. In questo caso parliamo di un contratto da 1,76 miliardi di euro, che verranno pagati dallo Stato in 30 anni durante i quali il consorzio si deve occupare della gestione dell’opera.

(Red)

 


Foto ndsas.sk

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